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Parentopoli nella nomina degli scrutatori.

Piero Cirino
Foto © Acri In Rete
Quella che poteva essere una opportunità per far guadagnare qualcosa a chi ne ha bisogno si è trasformata nell'ennesima sceneggiata parentale.
L'occasione era quella della nomina degli scrutatori per le elezioni Politiche del 13 aprile.
Prima c'era il sorteggio, oggi vengono nominati praticamente dai partiti, con una logica spartitoria che risulterebbe meno grave se fatta a vantaggio dei più deboli, specie se non hanno Santi in Paradiso.
Purtroppo anche questa occasione è andata perduta.
E se fa specie, ad esempio, trovare nell'elenco la cognata di un assessore solitamente avveduto e poco incline a queste tentazioni, ma scivolato imprevedibilmente su questa insidiosa buccia di banana, risulta a dir poco clamoroso il caso di un suo collega di giunta.
Tra gli scrutatori nominati infatti figurano il fratello, la sua fidanzata e il di lei fratello.
Davvero niente male per chi fa della tutela dei diritti degli ultimi la sua bandiera.
Se poi gli ultimi sono anche parenti e affini, ancora meglio.
Vi sono partiti che finora hanno dimostrato uno zelo invidiabile quando si trattava di frugare nelle tasche altrui alla ricerca di sperperi nella pubblica amministrazione, salvo poi essere sorpresi con le mani nel vasetto della marmellata.
In questo caso lo zelo lascia il posto alla tolleranza.
In un Paese normale e con un simile comportamento si dovrebbe rassegnare seduta stante le dimissioni o, in subordine, il sindaco dovrebbe quanto meno chiederglielo.
Quasi certamente non avverrà né l'una né l'altra.
Il primo cittadino finora ha dovuto ingoiare diversi rospi ed è politicamente costretto a fare buon viso a cattivo gioco.
Il sindaco non si è occupato della scelta degli scrutatori e la notizia di questa incetta "parentale" non gli farà certo piacere, ma questo non può passare inosservato.
E' vero: spulciando l'elenco si trovano anche altri casi di scelte a dir poco sospette e non necessariamente riconducibili alla maggioranza di centrosinistra, ma a tutto c'è un limite.
Come reagiranno i "compagni della base" e i dirigenti locali?
Vedremo se ci sarà uno scatto d'orgoglio oppure se consegneranno alla stampa il solito comunicato "di sostegno al compagno per l'ingiusto linciaggio mediatico…".
E se alla fine dovesse venir fuori dal cilindro il nome di qualche altro parente, magari di qualche altro maggiorente del partito e magari in sostituzione di chi risulterà impossibilitato a rispondere alla chiamata?

PUBBLICATO 30/03/2008

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