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Nessuno si lasci addomesticare.

Sac. Sergio Groccia
Foto © Acri In Rete
“ Ogni uomo è una storia sacra”, è questo il titolo di un libro di Jean Vanier.
Dice l’autore: “La vita può diventare una vera scuola in cui si cresce nell’amore;
è la rivelazione della diversità, anche di quella che ci da fastidio e ci fa male;
è la rivelazione delle ferite e delle tenebre che ci sono dentro di noi, dalla trave che c’è nei nostri occhi, della nostra capacità di giudicare e di rifiutare gli altri, delle difficoltà che abbiamo ad ascoltarli e ad accettarli.

Queste difficoltà possono condurre a tenersi alla larga dalla comunità degli uomini, a prendere le distanze da quelli che danno fastidio, a chiudersi in se stessi rifiutando la comunicazione ad accusare e a condannare gli altri; ma possono anche condurre a lavorare su se stessi per combattere i propri egoismi e il proprio bisogno di essere al centro di tutto, per imparare a meglio accogliere, comprendere e servire gli altri”.

Ognuno deve saper anche osare.
Mi chiedo “ perché non ci date idee migliori? “. Perché non ci rendete più forti nell’amore e nell’affrontare i problemi?.

Brutto è entrare in uno stato d’animo crepuscolare, bello è tenere aperte le uscite di sicurezza.
E’ essenziale avere le capacità di andare incontro al futuro, importante è farsi venire qualche idea. Non è bella la solitudine decisionale.

Le persone non hanno bisogno di chi installi loro una cattiva coscienza, hanno bisogno di essere aiutati ad avere una “ coscienza sensibile “.
Certamente gli uomini hanno bisogno di regole e confini, ma bisogna stare al di là delle frontiere che vengono erette.
Nessuno si lascia addomesticare.
Sarebbe il caso di abbattere i pregiudizi e l’immagine del nemico, studiare le differenze ed avvicinarsi nella pratica della giustizia.
Conosco una regola aurea: “ ama il tuo prossimo perché è come te”.
Anche questo è un sentiero.
Innamorarsi di chiunque incontri, navigare sulle onde della trasparenza che conducono fino al centro della vita dell’altro.

Scavalcare le mura. Quali mura? Le mura della diffidenza e della indifferenza, le mura della chiusura e delle tutele eccessive, le mura della disperazione e del malumore.

"Non conosco la libertà, ma degli uomini liberi. Non conosco la felicità, ma degli uomini felici.
Non conosco la bellezza, ma delle cose belle. Non conosco Dio, ma il fervore dei ceri. Quelli che inseguono l'essenza non come incarnazione, rivelano soltanto la loro vanità e il moto dei loro cuori. Essi non vivranno, poichè non si vive nè si muore per delle parole"- A. de Saint-Exupéry

Che tu sia il mio sguardo, che tu sia quella fessura di domani che afferra il mio oggi per consegnarlo alla Vita che è in te, che tu sia il segreto di tutte le mie emozioni.

Sac. Sergio Groccia


PUBBLICATO 28/06/2008

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