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Coronavirus. E' il momento di potenziare il Beato Angelo

Foto © Acri In Rete
Coordinamento Circolo Partito Democratico
Il Coordinamento del circolo PD di Acri, dopo aver appreso la notizia dell'esclusione dell’ospedale "Beato Angelo" dal potenziamento sanitario regionale, ritiene opportuno manifestare il proprio disaccordo e la propria delusione in merito a questa decisione, che non soltanto umilia la cittadinanza acrese, ma tutti i comuni del comprensorio.
Siamo ancora increduli davanti alla scelta di potenziare strutture territorialmente poco distanti tra loro, trascurando il nosocomio acrese, che di certo avrebbe reso un servizio importantissimo per la nostra popolazione e per le aree interne montane di cui Acri fa parte.
Questa disposizione risulta essere ancora più difficile da comprendere se consideriamo il fatto che il nostro ospedale dispone di stanze già pronte all’uso dotate di impiantistica per la somministrazione di ossigeno, che permetterebbe di creare una terapia sub intensiva in tempi celeri ed in economia.
Siamo al fianco del Sindaco di Acri, Avv. Pino Capalbo, fattosi portavoce di una intera comunità, portando la nostra protesta in tutte le sedi istituzionali.
L'urgenza e la necessità di potenziare il "Beato Angelo" è comprovata anche dalle dimostrazioni di vicinanza dei comuni limitrofi, attraverso i Sindaci di San Demetrio Corone- Santa Sofia-Vaccarizzo-San Giorgio Albanese- Luzzi-Bisignano- San Cosimo, i quali chiedono un intervento immediato sulla questione.
Il potenziamento del nostro ospedale non è solo una necessità emergenziale legata al COVID 19, ma deve e può essere la base di partenza per la riorganizzazione del sistema sanitario calabrese, come anche evidenziato dal Presidente delle Autonomie Locali Italiane, Matteo Ricci, il quale ha espresso le sue perplessità in merito all'esclusione del presidio acrese dal piano Regionale.
Il PD di Acri chiede con forza al Governatore della Regione Calabria, Jole Santelli, di considerare un nuovo disegno del piano regionale sanitario, in cui sia riconosciuto il giusto diritto alla salute, quello che Acri e i paesi limitrofi meritano.

PUBBLICATO 14/03/2020





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