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Acri: fra carenza idrica e limiti all'utilizzo dell'acqua

Foto © Acri In Rete
Emilio Turano
Se ad Acri centro non si placano le proteste per la mancanza di acqua, a La Mucone non possiamo certo dire che le cose vadano meglio.
Infatti non è ancora rientrata l'ordinanza n. 715 del 22/9/2020 del sindaco Pino Capalbo, che limita l'uso dell'acqua potabile in alcune zone di La Mucone.
Valori alterati, riscontrati dopo le analisi, vietano l'uso potabile per scopo alimentare dell'acqua a servizio della popolazione residente nelle località serviti da:
- Serbatoio località Cuta.
- Serbatoio località Ferrante.
- Serbatoio località Vallone u Midu.
- Serbatoio località Canaletta.
- Serbatoio località San Martino.

A seguito del provvedimento e in qualità di consigliere comunale di Acri, considerato che dopo quasi due mesi non abbiamo notizie sulla soluzione della problematica , ho ritenuto necessario inviare tramite pec un'interrogazione al sindaco e agli uffici preposti, ponendo alcune domande :
- Sono stati attuati interventi rivolti all'individuazione delle cause che hanno alterato i valori.
- È stata fatta una pulizia accurata dei serbatoi interessati?
- È stata necessaria una clorazione, e in che misura?

Una situazione incresciosa che continua a lasciare i cittadini senza una risposta chiara e precisa.
Nell'estate appena trascorsa, sono state tante le proteste dovute alla carenza idrica sul territorio Acrese.
Acri, pur essendo un territorio di montagna, riscontra da anni problematiche legate alla carenza idrica con diverse tipologie di disservizio.
- Zone dove l'acqua manca per lunghi periodi.
- Zone dove si fanno aperture e chiusura con criteri poco chiari.
- Zone dove l'acqua del rubinetto esce marrone.

È chiaro che i cittadini vogliono delle risposte veloci e concrete, non si può certamente continuare a sopportare questo grave disagio.
Al momento, l'unica possibilità per il rifacimento della rete idrica sembra essere il finanziamento dei 2,5 milioni di euro che però sicuramente non si concretizzerà in tempi rapidi.
Se da una parte quindi bisogna attendere gli organi sovracomunali dall'altra l'amministrazione deve farsi carico di saper dare delle soluzioni nel risolvere o alleviare tali disservizi considerando anche la pandemia da Covid-19 e l'importanza di avere l'acqua in qualsiasi momento nei rubinetti delle nostre case.

PUBBLICATO 11/11/2020





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