COMUNICATO STAMPA Letto 5252  |    Stampa articolo

Acqua santa, acqua benedetta...

Foto © Acri In Rete
Libera Associazione Cittadini Acresi
Viene da dire agli acresi aprendo il rubinetto, vedendolo tristemente inerme!
Poi, ognuno a modo proprio aggiunge altre “osservazioni” personali, ma queste è meglio non riferirle!
Chi ora ha qualche capello bianco ricorderà sicuramente la conquista, qualche decennio orsono, di avere l’acqua corrente nelle case, oggi, nell’anno 2020, sono ancora molti i cittadini devono fare i conti con la mancanza del prezioso liquido, nonostante i progressi e i sacrifici compiuti da chi ci ha preceduto: una vera e propria involuzione.
Molti cittadini sono stati costretti ad installare, a proprie spese, delle cisterne per avere un po’ d’acqua, non da bere ovviamente, ma solo per uso quotidiano.
Cambiano le amministrazioni, ma quello che non cambia sono i disservizi legati all’erogazione dell’acqua, anzi sono peggiorate con il passare degli anni.
Per contraltare riscontriamo un aumento regolare delle tariffe, come si può facilmente evincere consultando le delibere di consiglio comunale.
Interrogato su un tale fenomeno, il sindaco Capalbo, non trova meglio che spiegarlo con “motivazioni” di carattere normativo.
Il Primo Cittadino dimentica forse che non siamo in tribunale, questa è la realtà, è la vita delle persone. Dal rubinetto non esce nulla.
Al posto di acqua pulita e potabile, solo aria!
Che fine ha fatto il tanto declamato finanziamento di oltre 2 milioni di euro per il rifacimento della rete idrica, che ogni tanto il Sindaco tira magicamente fuori, del quale non è stato speso un solo centesimo di cui se n’è perso traccia?
Non sappiamo se e come verrà speso, visto che da una stima di massima, per rifare l’intera rete idrica cittadina, ci vorrebbe almeno il triplo dell’importo stanziato.
Ci auguriamo che non si faccia come i soldi per l’asfalto, posato in alcune zone, mentre in altre ancora i cittadini ancora aspettano, cercando di evitare le buche!
Intanto, ancora non esiste una mappatura accurata della rete idrica, né una gestione corretta dei pozzi, pagati e scavati con fondi comunali.
Parrebbe, anche che alcuni di questi pozzi non siano più nella disponibilità del Comune, perché requisiti abusivamente da privati.
Eppure, oltre 4 anni fa, l’attuale Sindaco aveva abbracciato la causa dei cittadini esasperati dai continui disservizi, ma sembra che, una volta oltrepassata la soglia di palazzo Gencarelli, i buoni propositi si siano dissolti nel volgere di un rimpasto di giunta e l’altro.
Allora ci chiediamo: qual è lo scopo di una amministrazione, quello di migliorare le condizioni di vivibilità di un territorio oppure di gestire l’ordinaria amministrazione?
Nel secondo caso, farebbe sicuramente meglio un commissario prefettizio.
In considerazione del fatto che non usufruiamo pienamente del servizio idrico, tanto varrebbe non pagare le bollette che ci vengono recapitate di anno in anno, per il disservizio accertato.
La LACA possiede una corposa documentazione sul tema, che mettiamo volentieri a disposizione di chiunque voglia il pieno rispetto delle clausole contrattuali.
Tempo addietro avevamo chiesto all’assessore al ramo, avv. Abbruzzese (da notare un avvocato con delega al Bilancio!), di motivare la quota fissa di €26 posta su ogni contatore (importo fisso da 4 anni a questa parte), ma mai richiesta fu tanto vana.
Come vengono impiegati i soldi per la manutenzione?
Domande che restano senza spiegazione, come rimangono senza spiegazione gli aumenti delle tariffe del servizio idrico, costanti di anno in anno.
Altra nota dolente è da ascrivere alla Sorical, il “carrozzone regionale”, ora in liquidazione, che non eroga pienamente il servizio richiesto ai cittadini, tanto nel periodo estivo quanto in quello invernale, con le motivazioni più disparate.
Ci risulta che gli uffici competenti trasmettono i corrispettivi alla Sorical, anche in presenza di disservizi imputabili alla stessa società.
Il sindaco Capalbo dovrebbe alzare la voce verso i responsabili regionali, ancor più in considerazione del fatto che lo stesso fa parte della altrettanto triste Autorità Idrica della Calabria (AIC), mai decollata.
Il Sindaco, deve difendere gli interessi degli acresi, invece di attaccarli solo perché protestano per la mancanza l'acqua dalle loro case, un disservizio che ormai va avanti ormai da diversi anni e in questi e mezzo di amministrazione sono peggiorata.
VERGOGNA! DIMETTETEVI!

PUBBLICATO 16/11/2020





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