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La sindrome de Il Marchese del Grillo!

Foto © Acri In Rete
Libera Associazione Cittadini Acresi
Magistrale fu l’interpretazione di Alberto Sordi in questo film, in cui dava vita ad un nobile della Roma di inizio ‘800, che, sfruttando i privilegi derivanti dalla propria condizione, sbeffeggiava il potere senza però mai metterlo in discussione, essendone parte integrante.
Un nobile che commetteva soprusi verso plebei e gente comune, protetto dal suo status al di sopra della legge.
Ma, mentre Sordi impersonava una soggetto di fantasia, anche se ispirato ai costumi dell’epoca, il nostro Padula raccontava di signorotti e “galantuomini”, nella Calabria dell’Italia pre e post unitaria.
Padula parlava, da testimone attento e critico, degli accadimenti della nostra terra, delle ingiustizie e delle vessazioni perpetrate ai danni del popolo da chi invece doveva proteggerlo ed emanciparlo.
Passano i decenni, muta il contesto storico, ma certi atteggiamenti perdurano, cambia solo il modus operandi.
Ecco che allora taluni personaggi prendono il posto dei signorotti e dei galantuomini.
Il potere dinastico sostituito dal potere politico, i latifondisti sostituiti dai portatori di capitali.
Il potere viene così esercitato anche attraverso atteggiamenti prevaricatori nei confronti degli oppositori.
Il potere sfrutta le tecnologie del proprio tempo.
Ecco che allora vengono create “squadre” di ricerca su internet, con l’obiettivo di carpire anche i post di dissenso.
Con messaggi minacciosi, nemmeno troppo velati, ci si rivolge verso chi esprime idee diverse dalla propria, verso quanti ‘osano’ dissentire contro l’operato di lor signori.
C’è chi si arroga il diritto di gestire la cosa pubblica come fosse propria, chi abusa della propria posizione per elargire favori invece di far osservare le norme e pretendere il rispetto dei diritti personali inalienabili.
Allora può anche succedere che, in barba alle misure anticontagio, c’è chi festeggia in una saletta privata di un bar del centro di Acri.
Quelle stesse persone che dovrebbero far rispettare le norme e le disposizioni anticovid, mentre si assiste al triste spettacolo di attività commerciali chiuse, di cittadini costretti agli “arresti domiciliari” e di lavoratori autonomi ridotti alla fame.
Un popolo impaurito è più facile da controllare, e attenzione... giammai renderlo consapevole delle perverse dinamiche sottese al vile asservimento, serio sarebbe il rischio di provocarne la rivolta contro i gran signori.
Un popolo edotto e cosciente saprebbe ben distinguere il bene dal male, i diritti dai favori, la pratica del buon amministrare dal mero opportunismo, e allora si rivolterebbe contro il sistema rivendicando con tenacia le proprie ragioni, chiedendo conto di tutto ciò che non appare chiaro e trasparente.
Cari concittadini tenetelo bene in mente, abbiate sempre memoria lunga e non accettate prebende!!
" Acri – scrive Padula - è un paese originale: ha da 12 a 14 mila abitanti, gli uomini vi sono ingegnosi, sobri, provvidi, amanti della fatica e indefessi; le donne belle, ardite, graziose parlatrici e di irresistibile seduzione.
Acri ha, insomma, tutti gli elementi per riuscire un bel paese; e non di meno il popolo vi è barbaro, maligno, feroce, privo che egli è dell’educazione religiosa e civile.
Non ha la prima, perché il numeroso suo clero non pensò mai a dargliela, ed i parrochi furono rape o intesi solo a far denaro; e non ha la seconda, perché disgraziatamente i galantuomini tutt’altro gli diedero che esempi di moralità.
Colà il feudalesimo è in tutto il suo rigore, il popolo vi è oppresso, rubato, disonorato; né altrove, quanto ivi è così profondo l’odio della gente minuta contro la gente in falda.
E tutte le volte che vi fu rivolgimento politico, il primo grido di quel popolo maligno fu sempre morte ai “galantuomini”.
Esso non conosce affatto la virtù della gratitudine, ed uno dei suoi detti è questo:
Bacio la mano del galantuomo, ma gliela vorrei veder tagliata".


PUBBLICATO 27/11/2020





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