LSU-LPU, incrementare il monte ore
LSU-LPU - Acri
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Nei giorni scorsi da mezzi di informazione si è appreso che il Presidente del Comitato dei Sindaci della Locride, Giuseppe Campisi, ha inviato ai suoi colleghi una nota, per sollecitarli a chiedere fondi per incrementare il monte ore dei lavoratori stabilizzati ex LSU-LPU.
Si riporta di seguito il testo integrale della lettera, con l’auspicio che la nostra Amministrazione segua le orme del Sindaco Campisi chiedendo, agli Organi Regionali e Nazionali preposti, una soluzione. Per oltre vent’anni siamo stati considerati lavoratori fantasma, lavoratori in nero legalizzati. La conquista della stabilizzazione ha comportato delle limitazioni, non più a 26 ore settimanali ma a 17 e in alcuni casi si arriva anche a 14 ore, di conseguenza la retribuzione è notevolmente diminuita e il lavoro ridotto in termini di ore e di ciò ne risente sia l’efficienza degli uffici che i servizi comunali. “Nell’anno 2020, nella maggior parte dei Comuni calabresi, sono state concluse le procedure per la stabilizzazione dei dipendenti in oggetto e le ristrettezze attraverso le quali è stato necessario proseguire il completamento di un percorso intrapreso già da qualche anno sono subito apparse evidenti, così come i limiti poco opportuni per poter concludere una situazione di precarietà durata, oramai, troppo tempo e che avrebbe dovuto sortire, sicuramente, dei risvolti più gratificanti e remunerativi per i soggetti interessati che, da oltre un ventennio, hanno ottemperato ai loro doveri prima di lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, poi di dipendenti contrattualizzati part-time a tempo determinato (26 ore). Oggi, i dipendenti si trovano nella condizione di dover subire ancora le angherie di un sistema che li vuole con un contratto a tempo indeterminato e, purtroppo, per un monte ore lavorativo che preclude ogni possibilità di poter proseguire il proprio tenore di vita così come già pianificato, anche se precario, proprio a causa della drastica riduzione della retribuzione. Tutto ciò, nonostante per oltre quindici anni, le persone interessate non hanno nemmeno usufruito dei diritti principali spettanti, quali la contribuzione Inps per il lavoro svolto all’interno dei vari Enti che li hanno avuti in carico ed incuranti delle attuali situazioni familiari. A tutto quanto sopra, che già evidenzia una situazione sociale poco confortante soprattutto per il periodo storico che stiamo attraversando, si aggiungono le difficoltà che i nostri Comuni stanno già affrontando a seguito della presenza ridotta dei dipendenti in oggetto che, prima, con un monte ore più cospicuo, facevano fronte alle esigenze dell’Ente curando servizi essenziali nonché fondamentali per uno svolgimento ottimale dell’attività degli uffici comunali, subendo, oggi, un notevole rallentamento della macchina amministrativa e, di riflesso, un incremento del malcontento dell’utenza. Pertanto, Vi invito a voler considerare la situazione e sensibilizzare, mediante apposito atto deliberativo, gli organi regionali e nazionali preposti affinché si attivino al raggiungimento di una soluzione che possa garantire sia una situazione economica alle stesse condizioni di cui i dipendenti in oggetto stavano già usufruendo, nonché il buon funzionamento degli uffici e dei servizi comunali di cui gli stessi, già da un ventennio, si occupano conseguendo ottimi risultati e obiettivi in linea con le esigenze della collettività e delle amministrazioni stesse”. |
PUBBLICATO 10/02/2021
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