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L'ospedale non va in vacanza

Foto © Acri In Rete
Comitato Uniti per l’ospedale Sant’Angelo d’Acri
Abbiamo chiesto da tempo al Sindaco ed ai consiglieri di maggioranza e opposizione di convocare un consiglio comunale aperto per elaborare insieme un progetto comune sull’ospedale Beato Angelo.
Non abbiamo ottenuto ad oggi nessuna risposta, il che è quantomeno anomalo per chi eletto dai cittadini non si vuole confrontare con il suo elettorato. Come è anomalo e irrispettoso impegnarsi per una commissione permanente ogni due settimane sulla Sanità e poi non convocarla.
Qualche eletto o candidato alle regionali sporadicamente si interessa della questione Ospedale, ma impegni assunti, al momento, non ne sono emersi.
Evidentemente non interessa, specie ai politici locali, il parere di circa 3000 cittadini che ad oggi hanno voluto firmare la nostra petizione che chiede l’ospedale generale con anche il rispristino del punto nascita e alcuni posti di terapia intensiva.
Vogliamo precisare che la proposta non nasce, come qualcuno dice, dalla mancata conoscenza della normativa, bensì scaturisce dalla piena conoscenza del fatto che questo è quello che serve ad Acri ed ai paesi limitrofi e che in altre realtà l’unione dei cittadini e degli amministratori è già riuscita a far aprire di nuovo punti nascita e altri reparti chiusi o semi chiusi.
- Noi continueremo in questo mese la raccolta firme e la campagna informativa sulla petizione in modo da coinvolgere tutto il territorio e i concittadini che rientrano ad Acri per il periodo estivo e produrre poi una denuncia-petizione da presentare al governo e alla corte europea.
Intanto chiediamo e ci aspettiamo risposte alle domande che molti concittadini si pongono e di cui ci chiedono parere come comitato:
- Qual è il progetto della politica acrese per il nostro ospedale?
- C’è la volontà di chiedere il ripristino della chirurgia per acuti o si vuole che resti la chirurgia solo per piccoli e minimi interventi programmati?
- In ogni caso perché ora che il reparto covid è chiuso la chirurgia non ritorna nella sua sede naturale e cioè al piano di sotto delle sale operatorie ?
- Perché il direttore sanitario, in accordo con l’amministrazione, pare, ritiene di lasciare vuoto l’ex reparto di chirurgia per una eventuale lungodegenza che ha una certa affinità invece con il reparto di medicina?
- Che fine ha fatto o farà ginecologia con un solo medico che segue anche il consultorio?
- L’ambulatorio di oncologia ( che per qualcuno ad Acri pare non serva più) può restare chiuso?
- Radiologia è attiva e sta facendo anche le risonanze magnetiche?

- Il personale di medicina e di pronto soccorso è ora a regime e tutto funziona come dovrebbe?
- Perché l’amministrazione ha lanciato una proposta di ospedali riuniti con un comune climaticamente difficoltoso in inverno e distante km come San Giovanni in Fiore? Comunque ad oggi tutto tace e nessuno ne parla né ad Acri né a San Giovanni in Fiore.

La salute non può e non deve essere un tema a tempo, non si può parlare di ospedale solo durante le elezioni o per politica di convenienza.
Oggi è il momento di progettare e programmare per farci trovare pronti semmai dovessero essere destinati dei finanziamenti alla salute pubblica calabrese.
Il nostro Comitato c’è e non molla, continueremo a chiedere anche formalmente risposte perché la salute è un bene primario ed essenziale per tutti e chi ci amministra, a tutti i livelli, non può non rispondere con trasparenza e correttezza ai suoi cittadini.

PUBBLICATO 01/08/2021





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