Comunicato stampa Letto 3724  |    Stampa articolo

Auguri di buon Natale

Foto © Acri In Rete
Maurizio Feraudo
Di positivo c'è che siamo a ridosso ormai di un nuovo anno che, sebbene si preannunci non facile già dal suo avvio a causa dell'emergenza sanitaria sempre più incalzante e preoccupante, sappiamo sarà l'anno della "liberazione" per la città di Acri. Liberazione, e non è poco, dalla cappa della gestione fallimentare e stagnante che è sotto gli occhi di tutti. Si va verso la cacciata, tra pochi mesi ormai, dell'Armata Brancaleone dal Palazzo, gestito, oggi ancora più di prima, come bottega politica privata. E il riferimento non è solo a "certi" affidamenti diretti che hanno mortificato il territorio e il merito, e con essi i tanti professionisti che all'Ente locale pagano i tributi. Gli incarichi scriteriati dirottati aldilà dei "cancelluzzi e zanfini" sono solo una delle storture che stanno caratterizzando questa pessima esperienza di governo, che ha avuto la sfrontatezza di stravolgere finanche le regole basilari della rappresentatività democratica, ribaltando a proprio uso e consumo un risultato elettorale, quello del 2017, che aveva premiato innanzitutto i consiglieri eletti, molti dei quali poi ingenerosamente fatti fuori, piuttosto che il loro candidato sindaco. Il già fragile tessuto economico e sociale, e con esso quello delle regole della Democrazia, si è sempre più impoverito, stretto nella morsa di un'azione amministrativa, politicamente spregiudicata, piegata esclusivamente alla ricerca di "consensi", a svantaggio di un programma di governo efficace, che una città come Acri, con le sue enormi e molteplici potenzialità, avrebbe meritato. È il crollo del "consenso" che sta segnando il destino di questa politicamente triste e amministrativamente deleteria esperienza di governo locale, che volge ormai a termine. Siamo ai titoli di coda di un film che ci è stato rappresentato sempre in maniera distorta, dai fotogrammi, per citarne solo due, del Palazzetto dello sport a quello dell'ospedale, che - la verità ce la stanno narrando gli attuali vertici - non è mai stato il "Gemelli" che ci veniva raccontato a più voci in Consiglio comunale. È con queste brevi considerazioni che formulo gli auguri di buon Natale ai cittadini di Acri: teniamo duro, sopportiamo ancora quel poco che è necessario perché il pugile, ormai suonato, è barcollante. Maurizio Feraudo, Consigliere comunale

PUBBLICATO 25/12/2021





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