COMUNICATO STAMPA Letto 2937  |    Stampa articolo

La casa di Abou Diabo e Liberaccoglienza a sostegno di Maysoon Majidi

Foto © Acri In Rete
La Casa di Abou Diabo
In occasione del Festival “Frontiere”, sui temi delle migrazioni e dell’accoglienza, organizzato dall’Associazione Migrantes, dall’11 al 14 aprile 2024 a Cosenza, gli operatori de “La Casa di Abou Diabo” e soci di “Liberaccoglienza ETS” hanno presentato e letto un comunicato di solidarietà nei confronti della attivista per i diritti umani Maysoon Majidi, kurdo-iraniana, in fuga dalle persecuzioni in Iran e tratta in arresto, con custodia nel carcere di Castrovillari, al suo sbarco sulle coste calabresi.
Hanno aderito a questa iniziativa di solidarietà per sensibilizzare alla libertà della attivista anche le seguenti realtà sociali oltre i proponenti “La Casa di Abou Diabo” (SAI/MSNA) e “Liberaccoglienza ETS” di Acri:
Mediterranea Saving Humans;
Associazione Culturale Multi-etnica “La Kasbah”;
Associazione Moci Cosenza;
Associazione Stopborder Violence;
Associazione Biblioteca delle Donne “Fata Morgana” Cosenza;
Cooperativa “Le strade di casa”.


Solidarietà per la libertà di Maysoon Majidi
Maysoon Majidi, kurdo-iraniana, è un’attrice, regista e attivista per i diritti umani in Iran e collaboratrice di varie organizzazioni che difendono tali diritti.
In seguito all’assassinio di Mahasa Amini, da parte della polizia morale del regime degli Ayatollah in Iran, Maysoon Majidi è sbarcata sulle coste calabresi il 31 dicembre 2023 e tratta in arresto con l’accusa di ritenere favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aver distribuito pasti e mantenere la calma a bordo dell’imbarcazione durante la traversata del mare Jonio e per tale motivo le viene pregiudicata la richiesta di protezione internazionale.
Nonostante già sia dovuta scappare dal suo Paese, dove ha subito minacce e torture, le motivazioni della sua custodia cautelare, secondo i magistrati, fanno riferimento al pericolo di fuga. Ma quale pericolo di fuggire se l’attivista vuole chiedere protezione internazionale proprio all’Italia e le viene impedita dalle accuse a suo carico?
La sua fuga dall’Iran è dipesa proprio dalla necessità di chiedere protezione ad un altro Paese per sfuggire alle persecuzioni e alla condanna a morte in quanto donna, kurda ed attivista.
Il caso di Maysoon Majidi rientra nelle storture delle leggi italiane sull’immigrazione e la presunzione di colpevolezza espressa dalla carcerazione, invece che quella di innocenza costituzionalmente prevista e contenuta nella Dichiarazione dei Diritti Umani del 1948.
La Casa di Abou Diabo esprime solidarietà a Maysoon Majidi poiché nessun individuo debba essere ritenuto clandestino e chiediamo la sua libertà e quella di tutti gli attivisti per i diritti umani.

PUBBLICATO 13/04/2024





Altri Comunicati

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 1127  
L'IC Beato F. M. Greco di San Giacomo trionfa ancora al concorso ''PretenDiamo Legalità''
Nuovo e prestigioso successo per l’IC Beato F. M. Greco di San Giacomo, che continua a distinguersi come realtà scolastica d’eccellenza nella promozione della cittadinanza attiva e della cultura del ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 2764  
Valorizzare Acri tutto l'anno. Turismo e giovani al centro di una nuova strategia di sviluppo
Il Consigliere comunale di Fratelli d’Italia Acri, Salvatore Palumbo, e la Dirigente provinciale di Gioventù Nazionale, Francesca Iolanda Manfredi, confidano che il Sindaco di Acri e gli organi comu ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 527  
Avanti con la politica del fare
La messa in sicurezza del territorio si fa con la programmazione, non con gli slogan. La pubblicazione del decreto del Ministero dell'Interno dello scorso 7 maggio, che destina ad Acri ben 2.500.000 ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 1477  
Verso le comunali 2027. Nasce Acri Moderna
La forza della politica, quella vera, fatta con passione, coraggio e visione, risiede nella capacità di intrepretare le esigenze di sviluppo sociale ed economico che pervengono da
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 902  
Il tempo è scaduto: è ora di bilanci reali e non di promesse
Si può amministrare per nove anni tagliando nastri e aprendo cantieri, ma se nel frattempo la città si svuota, quelle opere rimangono solo un pennacchio per chi vuole convincersi di aver governato b ...
Leggi tutto