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Cofone fa pettegolezzo e non conosce le norme sulla privacy

Foto © Acri In Rete
Articolo Uno Acri
Egregio Direttore approfittiamo della sua consueta cortesia nel voler pubblicare alcune nostre riflessioni su alcuni articoli di stampa letti sulla sua testata giornalistica e che, indirettamente, chiamano in causa l’assessore al personale del comune di Acri, rappresentante del nostro partito. Ci preme, innanzitutto, stigmatizzare il linguaggio da piccolo pettegolezzo di piazza utilizzato per offendere le istituzioni e chi le rappresenta, un linguaggio non conforme al ruolo di consigliere comunale, a volte ottenuto grazie alla candidatura a Sindaco e non per elezione con voto personale nella lista di appartenenza. Il ruolo di consigliere comunale è quello di fornire indirizzo e controllo politico-amministrativo al comune, soprattutto, quando si è consigliere di minoranza ma, cosa più importante, è la conoscenza delle norme che regolano questo ruolo per poter intervenire, con cognizione di causa, nel dibattito politico-amministrativo. Purtroppo, il teatrino a cui si assiste è solo ed esclusivamente,la replica di un “già visto e sentito” che nulla ha a che vedere con i reali problemi di una comunità: mai un’osservazione su programmi e progetti; mai una proposta di merito sulle diverse attività amministrative , se non il solito elenco ( spesso sbagliato) di cose che adire di chi parla o, come in certi casi, scrive non rispettano i tempi d'intervento. Nel merito delle questioni: è grave che un consigliere comunale non conosca la normativa sulla privacy che prevede che qualsiasi istanza sia inviata al titolare del trattamento dei dati che ,in questo caso, è il sindaco pro-tempore e non la società che cura gli adempimenti privacy, nonché al segretario generale, che all’interno dell’ente svolge compiti di collaborazione e funzione giuridico-amministrativa agli organi dello stesso comune. Infatti, tale procedura ha fatto sì che lo stesso segretario generale abbia dovuto inviare ai Responsabili di Settore una richiesta di relazione su eventuali fatti inerenti violazioni della privacy nell'ambito delle attività lavorative, con conseguenti adempimenti in commissione di disciplina, nel caso di risposta positiva. La non conoscenza delle norme, potrebbe avere conseguenze disciplinari su qualcuno, ottenendo l’effetto contrario al can can mediatico e politico che stoltamente si auspicava. Le “chicche sul come i nostri amministratori e funzionari gestiscono il patrimonio comunale ed i soldi pubblici“ lasciano il tempo che trovano. Le pietre buttate nello stagno, tipiche di chi poi ritira il braccio, non sono politica e non appartengono ai valori della sinistra che, al contrario, tiene alta la qualità del dibattito con proposte e progetti. Tutti conoscono le ultime vicende elettorali e le fughe strategiche da alleanze sancite a maggioranza all'interno delle sezioni che hanno portato queste "strane" parentele ad una sonora sconfitta. I funzionari comunali, così come tutti i dipendenti, sono persone oneste e laboriose,dediti al lavoro e che, malgrado difficoltà oggettive, dovute al numero esiguo di operai ottimizzano mezzi e risorse per dare le giuste risposte. Parlare di qualche lampadina spenta e non di 30Milioni di euro di investimenti che stanno cambiando l’aspetto urbanistico e socio - economico del nostro territorio, significa non voler vedere ciò che ci circonda. D'altronde , è azione politicatipica di chi, per pregiudizio, sperando di canalizzare in vantaggi elettorali il dissenso ,si perde nei rivoli della non conoscenza. Art. Uno mpd Acri

PUBBLICATO 19/10/2024





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