COMUNICATO STAMPA Letto 1649  |    Stampa articolo

Tari 2025. Un salasso con aumento del 30% senza i nuovi servizi

Foto © Acri In Rete
Sinistra Italiana - Acri
Il Circolo di Sinistra Italiana Acri prende atto della nota di replica dell'Amministrazione comunale in merito all'aumento del 30% della TARI per il 2025 ma non ne condivide le argomentazioni.
Le giustificazioni addotte dal sindaco Pino Capalbo - che richiama l'incremento dei costi di gara per servizi aggiuntivi, per l’aumento dei costi del personale (nuove assunzioni), per l'adeguamento ai prezzi ARRICAL per lo smaltimento della frazione organica e dell’indifferenziato e per la bonifica delle discariche abusive - sono dichiarazioni che solo parzialmente trovano riscontro nella realtà dei fatti e nei dati ufficiali.
Analizzando la risposta del primo cittadino al nostro comunicato pare che la giustificazione principale all'incremento dei costi sia dettato dai nuovi servizi previsti nell’ultima gara d'appalto, nel cui capitolato sono indicati servizi aggiuntivi quali per es. l’utilizzo di una spazzatrice meccanica, la pulizia del verde pubblico e l’assunzione di altre unità lavorative, tuttavia non si comprende come mai l'aumento del 30% delle tariffe TARI sia stato imposto e applicato ai cittadini già per l'anno 2025, quando siamo ancora in regime di proroga tecnica del vecchio appalto ed i servizi aggiuntivi partiranno solo da gennaio 2026.
In buona sostanza, i cittadini di Acri sono stati chiamati a pagare una tariffa gonfiata del 30% per il 2025 senza ricevere in cambio i servizi migliorativi previsti. Si tratta di un anticipo di cassa imposto alla cittadinanza per sanare le inefficienze amministrative passate?
Inoltre,  l’Amministrazione scarica la colpa dell'aumento tariffario e dei costi anche per gli interventi di bonifica del territorio rispetto alle "azioni incivili" di alcuni cittadini (discariche abusive).
Ci Chiediamo, cosa è stato fatto in concreto in otto anni di amministrazione per reprimere attivamente questo fenomeno? Quante foto-trappole risultano installate sul territorio? Quante sono effettivamente funzionanti? Quante violazioni sono state contestate negli ultimi anni? Sono stati adottati altri strumenti o azioni repressive efficaci nelle aree a rischio, come imporrebbe una gestione del territorio attenta e previdente? Non si può addebitare alla sola inciviltà altrui ciò che è anche frutto di inerzia e negligenza amministrativa nei controlli.
Nonostante l'Amministrazione si trinceri dietro i (futuri) miglioramenti del servizio, i dati ufficiali sulla performance attuale sono impietosi e dimostrano lo scarso impegno sul fronte della sensibilizzazione: in base ai dati ufficiali ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), il Comune di Acri ha registrato tra il 2022 e il 2023 un calo della percentuale di raccolta differenziata di quasi tre punti percentuali, passando dal 69,53% del 2022 al 66,96% del 2023 (ultimo dato disponibile).
Un calo così marcato, dopo otto anni di guida di questa maggioranza, dimostra che non è sufficiente aumentare le tariffe; è necessario un impegno serio e costante nella sensibilizzazione e nel controllo della qualità del rifiuto, per raggiungere e superare gli obiettivi di legge ed evitare aumenti dei costi per lo smaltimento della frazione organica e soprattutto dell’indifferenziato, che rappresenta la voce più importante nella determinazione delle tariffe. 
Altra questione irrisolta sollevata nel nostro precedente comunicato resta l'invio in massa, proprio sotto le festività natalizie, di avvisi di accertamento di vari tributi comunali relativi agli ultimi 5 anni, con cifre esorbitanti per pensionati e famiglie monoreddito.
Tutto ciò è dovuto alle verifiche tardive effettuate dagli uffici competenti che, qualora avessero operato con solerzia, avrebbero potuto inviare (in luogo degli avvisi di accertamento quinquennali) avvisi bonari annuali consentendo ai cittadini di verificare in contraddittorio la propria posizione tributaria, dando loro la possibilità di sanare tempestivamente eventuali errori ed omissioni tramite l'istituto del ravvedimento operoso. In tal modo avrebbero beneficiato di sanzioni ridotte e pagamenti diluiti nel tempo, evitando l'accumulo fuori misura di debiti che oggi rappresentano dei veri e propri salassi da pagare in unica soluzione (salvo la successiva concessione di pagamenti rateizzati).
La pressione fiscale non può essere strumento per coprire le lacune e l’inefficienza amministrativa, come forza di opposizione chiediamo trasparenza ed efficienza nell’erogazione dei servizi alla città e l'attuazione di piani di rateizzazione agevolata per le fasce sociali più deboli ed indifese che devono affrontare arretrati pluriennali.

PUBBLICATO 09/12/2025





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