Regolamento del Consiglio Comunale: la (risicata) maggioranza si blinda con la modifica di un articolo ad personam
Consiglieri comunali di opposizione
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I Consiglieri Comunali di minoranza di Acri denunciano il metodo e il merito della delibera approvata ieri in assise, con i soli voti della maggioranza, relativa alla modifica degli articoli 8, 12 e 71 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.
“È nostro dovere verso i cittadini spiegare che il voto contrario della minoranza è stato motivato, e fatto mettere a verbale dal segretario generale, dall'introduzione di un meccanismo distorto e ad personam all'interno dell'articolo 12, che disciplina l'elezione della figura di Presidente delle Commissioni Consiliari. La modifica proposta ed approvata dalla sola maggioranza stabilisce infatti che, in caso di parità di voti nell'elezione dei Presidenti di Commissione, il criterio dirimente non sarà l'anzianità anagrafica (il consigliere più anziano per età), come previsto dai principi generali che informano il Testo Unico degli Enti Locali (TUEL - D. Lgs. 267/2000), ma l'anzianità di servizio nell'Ente (il consigliere che ha espletato un maggior numero di mandati). Il criterio scelto è palesemente mirato e strumentale poichè, in assenza di disciplina specifica, l'età anagrafica è il criterio residuale più equo, per come confermato anche da un parere del Ministero degli Interni-Dipartimento Affari Interni e Territoriali del 22 ottobre 2013 allegato agli atti del consiglio comunale di ieri, mentre la scelta dell'anzianità di servizio nell'Ente è stata appositamente congegnata dalle forze di maggioranza per escludere l'opposizione. Con questa modifica ad hoc studiata a tavolino, difatti, la maggioranza si garantisce la certezza di nominare il Presidente in caso di parità (ad oggi nelle commissioni consiliari si contano 8 voti per parte), evitando che i consiglieri di minoranza possano legittimamente aspirare ed assumere la presidenza di una o più Commissioni. Questo tentativo di blindare gli organi interni del Consiglio è un chiaro segnale della fragilità strutturale dell'attuale maggioranza che si regge sullo scarto di un solo voto (quello del sindaco, che però non ha diritto di voto nelle Commissioni consiliari). Invece di lavorare per rafforzare la dialettica democratica, l'Amministrazione in carica preferisce utilizzare la modifica regolamentare, imposta da una sentenza del TAR Calabria che ha dato ragione alla consigliera comunale Franca Sposato riconoscendole il diritto di costituire un gruppo misto unipersonale, come uno strumento di prevaricazione e di esclusione, al fine di garantirsi il controllo totale e incontrastato su tutte le Commissioni”. I Consiglieri di minoranza esprimono, perciò, la loro più ferma condanna per questo atteggiamento miope e anti-istituzionale che tradisce lo spirito di collaborazione e di dialettica democratica che dovrebbe regolare la vita dell'Ente. La modifica all'art. 12, così come proposto ed approvato dalle sole forze di maggioranza, non rappresenta semplicemente una modifica del regolamento ma un uso distorto e dispotico del potere decisionale, un chiaro tentativo di soffocare la voce dell'opposizione. |
PUBBLICATO 14/12/2025
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