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Illuminazione pubblica: scelta sbagliata che ipoteca il futuro del Comune

Foto © Acri In Rete
Franca Sposato, Angelo Cofone, Natale Viteritti
Nel corso della seduta del 27 dicembre scorso il Consiglio Comunale, con i soli voti della maggioranza, ha approvato la riqualificazione e l’efficentamento della pubblica illuminazione attraverso uno strumento di project financing. Siamo pienamente consapevoli che il problema della pubblica illuminazione nel Comune di Acri è serio, reale e non più rinviabile.
Gli impianti obsoleti con pali vetusti, armature penzolanti, e lampade che offrono una luce quasi soffusa sono sotto gli occhi di tutti. Frequenti i disservizi e l’inevitabile disagio per la popolazione che in centro come in periferia è costretta a fare i conti con una pubblica illuminazione che di fatto è assente o gravemente insufficiente.
I cittadini sono costretti a muoversi al buio, con evidenti problemi di sicurezza, vivibilità e decoro urbano.
Proprio per questo riteniamo che l’intervento debba essere affrontato senza più rinvii ma allo stesso tempo con grande senso di responsabilità, ecco perché avremmo voluto che sul tema ci fosse stato maggiore confronto.
Avremmo potuto dare, se ce ne fosse stata data la possibilità, così come abbiamo dimostrato nel corso del consiglio, un nostro fattivo contributo valutando soluzioni diverse, economicamente più vantaggiose e meno vincolanti, ma si è scelto di procedere in fretta, senza un adeguato approfondimento pubblico e senza la necessaria trasparenza nei confronti dei cittadini. Riteniamo che la soluzione approvata dalla maggioranza, risultando eccessivamente onerosa per il Comune, mostri poco senso di responsabilità.
Abbiamo analizzato con attenzione i numeri contenuti nel progetto approvato e i conti, purtroppo, parlano chiaro: l’operazione non garantisce alcun reale vantaggio economico per l’ente.
Al contrario, il Comune si impegna a sostenere per i prossimi 25 anni un canone complessivo (sedici milioni di euro) significativamente più elevato rispetto a soluzioni alternative, come un investimento diretto o una gestione pubblica più flessibile, che avrebbero consentito maggiore controllo dei costi e risparmi concreti per le casse comunali.
Il project financing, così come strutturato, trasferisce solo apparentemente il rischio al soggetto privato, ma nei fatti vincola il Comune a un contratto di lunghissima durata, limitandone la capacità di scelta futura.
Venticinque anni sono un orizzonte temporale enorme per un’amministrazione pubblica: in questo arco di tempo cambiano le tecnologie, i bisogni dei cittadini, le normative e le condizioni economiche. Legare le mani alle future amministrazioni con un impegno così rigido e oneroso è una scelta che riteniamo imprudente e rinunciare alla flessibilità decisionale e al controllo pubblico diretto significa esporre il Comune a rischi che oggi vengono sottovalutati. Siamo favorevoli all’efficentamento energetico e al miglioramento della pubblica illuminazione, obiettivi che riteniamo sacrosanti e necessari.
Proprio per questo crediamo che debbano essere perseguiti con scelte responsabili, sostenibili e realmente vantaggiose per la collettività, non con operazioni che rischiano di trasformarsi in un peso economico per decenni. Come consiglieri di minoranza continueremo a denunciare con forza la nostra contrarietà, ad informare i cittadini e per difendere il diritto della comunità a decisioni sicure, lungimiranti e davvero vantaggiose siamo pronti a portare avanti ogni iniziativa utile affinché questa decisione venga rivista.
E crediamo che su un tema così importante e sentito sia giusto dare voce al popolo, pertanto riteniamo condivisibile l’utilizzo del referendum per consentire ai cittadini di esprimere il loro parere su una scelta che ipoteca per troppi anni il futuro del paese.
Amministrare significa guardare lontano è vero.
Significa compiere delle scelte anche coraggiose ma non bisogna mai dimenticare che queste vanno compiute con prudenza e buon senso. Solo se il Comune metterà al centro i cittadini e la responsabilità, Acri potrà davvero illuminare il suo futuro; altrimenti continueremo a rimanere nel buio, non solo delle strade, ma anche delle scelte politiche.

PUBBLICATO 25/01/2026





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