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Acqua e trasparenza: i cittadini meritano risposte

Foto © Acri In Rete
Franca Sposato
Da settimane i cittadini sono costretti a fare i conti con ordinanze che vietano l’utilizzo dell’acqua per uso alimentare e igienico-sanitario, a causa della sua non potabilità.
Una situazione seria, che incide direttamente sulla vita quotidiana delle famiglie, delle attività commerciali e di tutte le persone che hanno diritto a un servizio essenziale sicuro ed efficiente.
Le ordinanze che si stanno susseguendo da diversi giorni, interessando più zone del nostro territorio, non possono essere considerate come un dettaglio burocratico, perché emettere una ordinanza di divieto di uso significa prendere atto che i parametri di conformità dell’acqua non sono rispettati e di conseguenza c’è qualcosa che la rende non potabile.
Ma dietro ogni divieto ci sono cittadini preoccupati di avere, magari fino al giorno prima della emanazione dell’ordinanza, utilizzato per scopi alimentari ed igienici, proprio quell’acqua che il giorno dopo viene bollata come non potabile.
Ci sono famiglie che cercano certezze, persone fragili che hanno bisogno di informazioni tempestive e attività che possono subire disagi e conseguenze economiche.
Scuole che devono rivedere la loro organizzazione soprattutto per quelle che forniscono il servizio mensa.
Quando viene meno la certezza della potabilità dell’acqua, non si crea soltanto un disagio: si mette in discussione la normale quotidianità di un’intera comunità.
Le persone sono costrette a cambiare abitudini, a sostenere eventuali spese aggiuntive, a convivere con l’incertezza di non sapere quando potranno tornare a utilizzare tranquillamente l’acqua.
Di fronte a questo proliferarsi di ordinanze non servono polemiche né attacchi verso chi solleva la questione, accusando magari di fare terrorismo o speculazione politica. Serve trasparenza e chiarezza, perché questo significa rispettare i cittadini, che hanno bisogno di sapere cosa sta succedendo alla nostra acqua.
Servono comunicazioni chiare, dati verificabili e interventi concreti per individuare le cause della situazione e risolverla definitivamente.
L’Amministrazione ha il dovere di spiegare ai cittadini quali siano le cause che determinano la non potabilità dell’acqua, quali le misure che sono state adottate o si intende adottare per risolvere il problema, una volta per tutte.
È importante fare i controlli, anzi è un dovere, ma se puntualmente, soprattutto in questo periodo, si ripresenta il problema, vuol dire che non è stata individuata la causa e quindi è necessario lavorare in questa direzione, adottando misure che consentano di capire cosa altera la conformità e dunque la potabilità delle nostre acque.
I cittadini meritano risposte precise perché l’acqua è un bene essenziale e indispensabile alla vita, alla salute e alla dignità di ogni persona. Non è un servizio accessorio di cui si possa fare a meno, ma una risorsa indispensabile che deve essere sicura e accessibile.
Un’acqua sana e salubre è indispensabile per prevenire rischi per la salute, garantire condizioni igieniche adeguate e assicurare una qualità della vita dignitosa.
Per questo chiedo all’Amministrazione comunale di mettere in campo tutte le azioni necessarie per risolvere il problema nel più breve tempo possibile, nel rispetto delle indicazioni delle autorità sanitarie competenti, e prima che la criticità diventi emergenza.

PUBBLICATO 15/10/2026





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