OPINIONE Letto 5958

Quando il gatto non c‘è...


Foto © Acri In Rete



Complimenti a chi cura attraverso la comunicazione l’immagine di Salvini, raro esempio di padano convertito da qualche tempo (In tempo di elezioni, soprattutto!) ad italiano.
Fanno, indubbiamente, un buon lavoro. L’immagine che propagandano del Ministro degli Interni (ma anche della Sanità o della Difesa, a seconda di come si sveglia la mattina) è una via di mezzo tra un supereroe e un martire.
Supereroe, perché al grido di “prima gli italiani”, sostiene di difendere i confini dell’Italia dall’invasione dei neri, notoriamente brutti, sporchi, cattivi e clandestini.
Martire perché, pur essendo perseguitato da magistrati “politicizzati”, evidentemente nemici della nazione e favorevoli all’invasione africana, persegue questo nobile obiettivo.
Su questi “professionisti” della comunicazione, abili “infinocchiatori” mediatici, dunque nulla da eccepire, sono bravi al punto che riescono a far percepire la sensazione che Salvini goda addirittura del consenso di tutti gli italiani, e quasi, quasi ne sia anche il Presidente del Consiglio.
Spostando però lo sguardo appena oltre gli slogan, le immagini sui social e i servizi televisivi, inevitabilmente il bluff mediatico viene smascherato.
Per esempio, lo sbruffone dal bollino verde, nonostante la popolarità, oggi rappresenta, almeno fino a nuove elezioni, appena il 17% degli italiani (andati al voto).
Al contrario, i pentastellati rappresentano quasi il doppio, il 32%.
L’ex padano ripete ossessivamente prima gli italiani, ma qualcuno dovrebbe indicarci almeno cosa al momento ha davvero fatto per i cittadini.
Sostiene (a ragione) che gli Stati membri UE non mantengono i patti sulla distribuzione della quota migranti, e poi che fa?
Corre ad abbracciare il Premier ungherese Orban, un “galantuomo” che rifiuta completamente l’accoglienza.
Tiene in ostaggio 177 persone sulla nave Diciotti attraverso ordini forse illegittimi, facendo spavaldamente di tutto per farsi indagare e quindi poi passare per vittima.
Tra una sparata e l’altra, lo smemorato Ministro dovrebbe invece trovare anche il tempo di spiegarci però un paio di cosette: Come mai non vuole più, a quanto pare, che si modifichi il trattato capestro sui migranti, quello di Dublino, firmato da quel “genio” di Berlusconi e sostenuto al tempo dalla Lega?
Che fine hanno fatto i 49 milioni di euro di fondi pubblici rubati dalla stessa Lega bossiana e fatti sparire ancora in seguito?
Forse è tempo che i Cinquestelle, veri vincitori delle ultime elezioni di pochi mesi fa, la smettano di subire troppo passivamente la tracotanza del leghista che si comporta da bulletto, costantemente a caccia di visibilità e consensi, e facciano valere, con i fatti, le loro prerogative forti del consenso ricevuto.
Comunque, al netto di quanto accade tra i due partiti “alleati” si ha soprattutto la sensazione (forse più che una sensazione) che attualmente manchi la figura autorevole del Presidente del Consiglio.
Del Premier Conte non mi pare che sia ancora emerso il carisma necessario per essere il leader capace di governare, prima ancora che il Paese, questa “singolare” accoppiata giallo-verde.
Tocca a lui mostrare che lo stile sobrio che tutti gli riconosciamo non sia in realtà mancanza di credibilità, personalità, o peggio ancora assenza.
Come è noto in questi casi accade spesso che “quando il gatto non c’è i topi (soprattutto quelli verdi) ballano”.
E come se ballano!
P.S. “infinocchiatori” termine coniato per l’occasione, chissà cosa ne penserebbe l’Accademia della Crusca.

PUBBLICATO 30/08/2018  |  © Riproduzione Riservata




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