OPINIONE Letto 4304

Semi


Foto © Acri In Rete



Nulla di più delicato. Esposti a intemperie, resistenti e forti, degradabili e vulnerabili. Sono quanto di più importante per le comunità umane e vegetali. Esiste dal 2008 il più grande deposito di semi del mondo, si trova nell’arcipelago delle isole Svalbard a 1.300 chilometri dal Polo Nord. E’ costruito per resistere al tempo e sopravvivere a disastri naturali causati dagli esseri umani e serve a conservare semi da ogni parte del mondo: biodiversità da usare per ripristinare colture dopo una guerra o un gravissimo disastro. Ermanno Olmi racconta questo speciale luogo nel suo bel documentario Terra Madre del 2009, un film che tutte le scuole dovrebbero usare come materiale formativo per la formazione di una cultura ambientale globale. Il futuro dipende dalla semenza, genie e deposito vivo delle generazioni passate e inizio del processo di fecondazione del futuro, del mondo vegetale e di quello umano, così strettamente interdipendenti tra loro. Siamo semi madella qualità dei frutti sappiamo solo con il tempo. Il seme è un inizio, una promessa, una possibilità. Ma quanti e quali altri elementi devono concorrere per fare in modo che quel seme divenga pianta, fiore, frutto, essere umano? Molti. Tutto è decisivo nella vita che si avvia dal seme: l’acqua, il vento, la luce, l’ombra, la cura e il concorso di tutti gli esseri con cui entra in relazione. Prendersi cura di un seme, coltivarne la potenza per renderla frutto e nutrimento, questo l’arduo passaggio dal progetto all’azione. Un seme ha la forza della resilienza, non cede le sue forze sotto le intemperiema le usa per difendersi e crescere. La responsabilità di chi agisce ogni giorno nel mondo - su scala locale, nazionale e internazionale ma anche per chiunque di noi - è nella qualità della cura quotidiana che imprimiamo alla coltura dei semi. Meritano paziente cura. Di certo subirà gli effetti diperturbazioni contrarie e dovrà affrontare ogni sorta di rischi. Ci saranno giornate in cui temeremo delsuo futuro, ci saranno tempi freddi, venti, neve, pioggia, agenti tossici che potranno annientarlo ma poi sempre arriverà qualche tepore. Coltivare quotidianamente semi, in ogni nostro campo d’azione, per produrre buoni frutti. E’ un buon augurio per il 2020.

PUBBLICATO 02/01/2020  |  © Riproduzione Riservata




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