OPINIONE Letto 6344

Nuove scelte e vecchie logiche


Foto © Acri In Rete



Dopo diversi giorni di “riflessione ed incontri”, come sostenuto il sindaco in un comunicato stampa apparso sulla nostra testata, sono arrivate le tanto sospirate nomine dei due nuovi assessori, Franca Sposato e Amedeo Gabriele, con le quali si chiude una querelle durata tanto, troppo tempo.
Con la loro nomina il sindaco ha redistribuito le deleghe; alla Sposato toccheranno ambiente, igiene, trasporti e agricoltura, a Gabriele servizi sociali e inclusione, urbanistica, spettacolo e protezione civile.
Mario Bonacci sarà il nuovo vice sindaco con delega ai lavori pubblici, personale cultura, istruzione e turismo, mentre a Luigi Cavallotti toccheranno viabilità, manutenzione e sport.
A Francesca Abbruzzese, infine, il bilancio; l'unica delega a non essere stata assegnata è quella alla sanità, nonostante uno dei due nuovi assessori sia un medico competente in materia.
Una scelta difficile, questa, per Capalbo, “frutto di una attenta valutazione”, che, dalle "voci" provenienti da Palazzo Gencarelli, sembrano voler prevenire un potenziale conflitto di interesse, dal momento che l'assessore Gabriele presta servizio in diverse cliniche private!
A questo punto non riusciamo a capire come l'ex assessore alla sanità Le Pera, medico del 118, abbia gestito per tre lunghi anni, le deleghe della sanità senza creare alcun conflitto di interesse!!!
Con la scelta del dott. Amedeo Gabriele come nuovo assessore, in realtà, Capalbo potrebbe aver inteso “allargare” la maggioranza in vista delle elezioni provinciali.
Le nomine dei nuovi assessori sono, infatti, “una prerogativa” del sindaco, come sottolineato da una parte consiglieri, salvo poi essere smentiti, in rari “Momenti di verità”, da parte di altri "liberi pensatori" che vorrebbero prendersi i meriti di scelte che non competono loro, così da rimarcare la differenza tra consiglieri e consigliori.
Queste “scelte” sono spesso, si sa, frutto di sotterfugi, di ripicche e di compromessi.
Ecco, allora, che la politica diventa esclusivamente l’arte di conquistare il potere, cessando quasi di essere l’arte di saperlo usare una volta conquistato.
Rimaniamo basiti quando leggiamo che un consigliere “enfatizza” un semplice taglio d’erba e lo descrive come uno straordinario fatto sociale, oppure quando leggiamo che un ex competitor del sindaco, grazie a queste “scelte”, viene promosso a vice sindaco per “un giusto riconoscimento!” così come evidenziato dal "pompiere" di turno.
Se, un tempo, la res publica possedeva come unico e indiscutibile obiettivo la realizzazione dell’ordine giusto e ideale della polis, oggi, la politica ha come solo obiettivo la scelta dei fini da realizzare.
La politica diventa, così, qualcosa di astratto, un meccanismo burocratico distante dai cittadini, in cui la partecipazione pubblica, seppure osannata come importantissima, è, di fatto, irrilevante ed i servizi al cittadino si trasformano in “servigi” con affidi da “rivendicare” in campagna elettorale.
A livello locale questo stato di cose è ancora più evidente dal momento che l’interesse personale scavalla l’interesse pubblico.
Chi, con l’insediamento della nuova giunta, aveva pensato ad un reale cambiamento dovrà ricredersi.
Non resta che “godersi” questi ultimi due anni di amministrazione Capalbo e sperare le “scelte” da queste maturate portino quel cambiavento che fino ad oggi è sembrato una leggera bonaccia...

PUBBLICATO 30/06/2020  |  © Riproduzione Riservata




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