OPINIONE Letto 3259

ll coprifuoco


Foto © Acri In Rete



Gli Acresi sono sempre stati un popolo di lavoratori, pur di poter lavorare emigravano al nord ed all’estero, lasciando la propria casa, la terra e gli affetti. “Sacrifici”, per poter creare una famiglia e/o dargli un futuro migliore, ma lontano da essa. Purtroppo ancora oggi questo evento non si è modificato, giovani che se ne vanno perché qui non trovano “spazio” oppure perché non vengono valorizzati per quelle che sono le loro capacità. Si assiste ogni giorno ad un “pezzo di Acri” che va via per tornare, nel migliore dei casi, in ferie ad Agosto. Alcuni rimangono, ma non hanno vita facile, chi lavora tramite un esercizio commerciale vede ridursi progressivamente il numero dei clienti, (perché diciamocelo, i clienti degli Acresi sono gli Acresi), non riusciamo ad importare persone dai paesi vicini tranne qualche sporadico “viandante”. Avevo già fatto notare in un consiglio comunale che alcuni cittadini di Acri, (giustamente, vedendo l’operato dell’amministrazione), preferiscono spostarsi nei comuni vicini per trascorrere le loro serate. Per cercare di risolvere questo “problema” non è stato eseguito nessun intervento, ANZI! L’amministrazione ha contribuito ad intensificarlo. Mi riferisco all’Ordinanza n. 613 del 3 Luglio 2020, che fra i tanti divieti ed obblighi, impone ai pubblici esercizi la chiusura alle ore 01:00, nel periodo estivo compreso tra il 15 giugno–15 settembre nei giorni Venerdì, Sabato e Domenica. Il flusso delle persone che si recano in altri luoghi per trascorrere le serate, aimè, risulta essere una delle principali criticità che contribuisce allo spopolamento di Acri, questo si acuisce ancor di più in estate, quando fortunatamente gli emigrati tornano nel loro paese natio ma una buona parte di essi, soprattutto giovani, preferiscono percorrere 30/40 km piuttosto che rimanere qui. Visto il periodo di chiusura domiciliare dovuta al Covid-19, vista la voglia dei cittadini di ricominciare e visto anche il bisogno dei pubblici esercenti di lavorare (perché ancora lavorare è un diritto), l’amministrazione avrebbe dovuto dare maggiore elasticità per le ore di apertura così da favorire i commercianti, e nello stesso tempo intensificare i controlli riguardanti le norme post Covid-19. L’amministrazione avrebbe potuto e dovuto favorire la “normalità” invece si fissano altre limitazioni come se il virus prima dell’una di notte dormisse per poi risvegliarsi e punire chi non rispetta il “coprifuoco”.

PUBBLICATO 08/07/2020  |  © Riproduzione Riservata




L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.






ADV



Ultime Notizie

OPINIONE  |  LETTO 3816  
La (falsa) Narrazione continua
Sull' arredo urbano, sui disservizi e sulla qualità della vita in genere, è intervenuto Luigi Caiaro, già consigliere comunale dal 2017 al 2022. ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 2350  
Anna Vigliaturo nominata Coordinatrice provinciale dell'UDC a Cosenza
È stata ufficializzata nei giorni scorsi la nomina di Anna Vigliaturo a Coordinatrice provinciale dell’Unione di Centro (UDC) per la provincia di ...
Leggi tutto

RECENSIONE  |  LETTO 1756  
Una tela di parole tra radici e orizzonti
In un'epoca di frenesia e rumore, l'opera poetica “Versi e altro” di Angelo Arena, emerge come un porto di quiete e, al tempo stesso, un'onda che ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 1480  
L'evento alla Torre Civica sia di stimolo alla riqualificazione del luogo
Si è svolto giovedì sera l’evento “Cine Hortus – Cinema sotto la Torre”, giunto alla sua seconda edizione dopo il successo dello scor ...
Leggi tutto

SPORT  |  LETTO 1760  
Curve chiuse al ''Marulla'', il super tifoso Pasquale Fusaro di Acri: Non saremo allo stadio
Il momento delicato che sta attraversando il Cosenza calcio con la rottura tra società tifoseria, a cui da tempo si è aggiunta anche quella con l ...
Leggi tutto

ADV