STORIA Letto 2977

24 Agosto: il giorno del Mundus Cereris


Foto © Acri In Rete



Nell’antica Roma il 24 agosto era,insieme al 5 ottobre e all’8 novembre, un giorno sacro, noto come dies del mundus patet/mondo aperto o mundus Cereris.
Tale ricorrenza, come ci suggerisce il nome, si deve alla Dea Cerere, la greca Demetra legata al ciclo agreste e al mondo dell’oltretomba,infatti, noto è il mito che narra di come la figlia della Dea, di nome Persefone, fosse stata rapita da Ade e si fosse nutrita di un chicco di melograno che l’avrebbe per sempre relegata nel mondo sotterraneo.
Fu Zeus ad accogliere le preghiere disperate di Demetra e a concedere a Persefone di ritornare sulla terra solo per metà dell’anno, il periodo in cui ogni cosa fiorisce poiché la Dea è felice di riavere accanto la propria figlia.
Il suo culto proibiva le offerte di fiori, poiché Persefone era stata rapita proprio mentre ne stava raccogliendo in un campo,tuttavia, gradito gli era il papavero che le aveva permesso di alleviare, grazie alle sue proprietà calmanti, il dolore del distacco (si pensi a Morfeo Dio del sonno che è rappresentato con un mazzo di papaveri con cui sfiora le palpebre dei dormienti per generare illusioni).
Cerere era molto amata a Roma e, in un suo tempio, vi era un pozzo a forma di utero (richiamo al potere creativo della divinità) che simboleggiava la volta celeste o l’accesso al mondo dei morti ed era consacrato ai Mani, divinità adorate in ambito cittadino e famigliari che Apuleio definisce con queste parole: “L’anima umana è un demone e gli uomini divengono Lari se hanno fatto del bene, fantasmi se hanno fatto del male e sono considerati Mani se incerta è la loro collocazione”.
La porta di Cerere dunque era aperta solo per tre giorni(tra cui appunto il 24 agosto) e permetteva la comunicazione tra il regno dei vivi e quello dei morti, ogni attività ufficiale veniva sospesa ,dai comizi alle guerre e non era consigliato neanche prendere decisioni come l’avere figli poiché tutto, in questa data sacra, poteva divenire nefasto ed era più semplice sprofondare nel pozzo dei defunti.
Si pensa che sia stata questa ricorrenza ad ispirare l’odierno Halloween anche se molto probabilmente c’è da rifarsi alla ben più antica tradizione celtica di Samhain, infatti, l’inizio dell’anno per i celti era un giorno in cui i confini tra i mondi divenivano così sottili da permettere agli antenati di tornare a visitare i vivi sulla terra.
La simbologia delle ricorrenze religiose di ogni tradizione ,passata e moderna, osserva i moti del sole e di conseguenza del raccolto sulla terra.
L’idea della fine dell’estate in passato era considerata una vera e propria morte della natura che inevitabilmente portava ad un periodo difficile e sterile e che generava paura e incertezza.
Per questo motivo nascevano attività e ricorrenze che miravano ad ingraziarsi le divinità che avevano a che fare con il raccolto e i defunti affinché intercedessero per i vivi dall’oltretomba, in modo che si potesse affrontare un nuovo inverno e tornasse la primavera con la sua fecondità.

PUBBLICATO 24/08/2020  |  © Riproduzione Riservata




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