OPINIONE Letto 3134

Cammina Italia, per riabitarla


Foto © Acri In Rete



Reportage lento tra le “rughe” del paese. Ero pochi giorni fa sulla via Vandelli, che Francesco III d’Este volle costruita a metà ‘700 per collegare il suo Ducato di Modena e Reggio a quello di Massa, appena acquisito.
Solo un gigante poliedrico come Domenico Vandelli, abate, letterato, ingegnere, matematico, poteva superare sia l’Appennino che le Apuane, due volte oltre i 1600 metri, per correre lungo lo stretto budello che collegava i due ducati, senza sconfinare.
E, per farlo, inventare le curve di livello, le isoipse, con cui da allora costruiamo il nostro camminare nelle terre rugose.
Ero lì perché un fisico della materia, Giulio Ferrari, dopo pubblicazioni scientifiche importanti, ha colto il desiderio di un numero crescente di tutti noi di tornare a vivere i luoghi come punti di un cammino, non come monadi autoreferenziali, e ha “riscoperto”, ridato visibilità a questa strada.
Ero lì perché Alfredo di Giovampaolo, un giornalista che indaga le rughe con la lente e il drone, ha preso a narrarle con potenza attraverso una trasmissione Rai che oggi assume gran rilievo, “Cammina Italia”.
Ero lì perché con molti altri in questi anni ho provato ad adattare le politiche di sviluppo alla potenzialità di questi luoghi, alla logica dei cammini e delle alleanze fra Comuni, scuole, imprese, cittadini.
Con una strategia… delle aree interne. Non si tratta di calare su questi luoghi ricette pensate da fuori, uguali per tutti.
Ma di cogliere le potenzialità esistenti, oggi addirittura accresciute dalla reazione di tutti noi alla crisi sanitaria: nelle produzioni agro-silvo-pastorali ad alto valore aggiunto; connesse alla cultura; connesse ai servizi di cura; connesse al turismo esperienziale.
E di rimuovere gli ostacoli che giovani e meno giovani incontrano nel vivere in questa parte rugosa del paese, realizzando scuole di qualità, servizi socio-sanitari di territorio, copertura digitale, mobilità flessibile, accesso spedito a terre inutilizzate. Si può fare. Sta avvenendo in molti territori grazie al formicolio politico-sociale che tiene vivo il Paese.
Deve diventare pratica di sistema, di una classe dirigente nazionale più curiosa, empatica, coraggiosa e colta.

PUBBLICATO 30/10/2020  |  © Riproduzione Riservata




L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.






ADV



Ultime Notizie

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 1099  
Basta degrado
La LACA è al servizio della cittadinanza, raccogliendo le istanze di questa si fa portavoce delle varie criticità che la nostra comunità deve aff ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 1336  
Meglio una ''bocciatura libera'' che una ''promozione trasversale''
Spesso si vince o si perde perché non si combatte alla pari. E comunque, meglio rimanere fuori, piuttosto che ritrovarsi in consiglio accanto a m ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 1544  
Il Comitato Vallonecupo si congratula con l'Ing. Simone Bruno, nuovo Assessore ai Lavori Pubblici: ''Ora un dialogo aperto per affrontare insieme le sfide del territorio''
Il Comitato di Vallonecupo esprime le sue più sincere congratulazioni all’ingegnere Simone Bruno per la recente nomina ad Assessore ai Lavo ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 1338  
#iosonomaleducato!
Ad Acri l’estate è torrida! No, non è colpa del solleone o forse anche, se a qualcuno ha dato alla testa, ma è invece colpa della bagarre politic ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 1951  
Il valore di un idea, di un progetto, sta nel realizzarlo e tagliare il nastro
L’unico nastro che non avremmo mai voluto tagliare, e che per pudore altri non hanno fatto, è l’aver causato il dissesto del Comune di Acri che h ...
Leggi tutto

ADV