COMUNICATO STAMPA Letto 4404

Ospedale di Acri, rilancio o passerelle?


Foto © Acri In Rete



L’associazione LACA, che si occupa ormai da 7 anni di sanità nel nostro comprensorio, ricorda che in Calabria ci sono 18 ospedali dismessi o potenzialmente chiusi, Acri è uno di questi.
In questi anni abbiamo sempre affermato che il nostro ospedale aveva tutte le caratteristiche tecniche e strumentali per essere di nuovo inserito nella rete degli ospedali per ACUTI, con reparti attivi h24, con la creazione di nuove tipologie di prestazioni sanitarie.
Acri ha le potenzialità di una struttura sanitaria all’avanguardia rispetto ad altre sparse sul territorio, in termini di spazi e attrezzature.
Di quanto detto, poco o nulla è stato recepito, almeno fino a fine ottobre, quando si è scoperto che va ridata dignità al “Beato Angelo”.
Solo ora l’amministrazione comunale, con a capo il sindaco Capalbo, mostra finalmente un reale impegno per il rilancio del nostro ospedale.
In questi tre anni e mezzo, molteplici sono state le nostre proposte rivolte all’amministrazione, tutte cadute nel vuoto.
Eppure già nel mese di novembre 2019, l’allora assessore alla sanità, Le Pera, aveva dimostrato sensibilità e comprensione sul fatto che le cose nel nostro ospedale non andavano bene, poi però dimissionato per “motivi personali”, per effetto dell’onnipresente assessore ombra.
Allo scoppio dell’emergenza sanitaria, a marzo, avevamo suggerito all’amministrazione comunale di proporre Acri, anche rivolgendoci direttamente al commissario Cotticelli, di scegliere Acri come struttura di supporto alla emergenza pandemica Regionale. Come?
Ospitando sin da subito i pazienti che necessitano ancora di cure mediche prima di essere dimessi al proprio domicilio, come ad esempio pazienti geriatrici, di medicina generale, con patologie minori (diabetici-ipertesi-oncologici ecc…).
La nostra posizione è stata evidenziata anche nella trasmissione “Articolo 21”, condotta dal giornalista Lino Polimeni, il quale sta portando avanti una campagna di informazione sulla situazione sanitaria calabrese, derivata da un piano di rientro scellerato, politici incapaci e corrotti con il malaffare.
A fine ottobre la Regione si muove, in concomitanza dell’emanazione della Calabria a zona rossa, con le dimissioni di Cotticelli ed il balletto scriteriato del Governo con la nomina del nuovo commissario ad acta.
L’altro ieri arriva la fatidica notizia dal Ministero della Salute, il quale autorizza Acri ad ospitare pazienti provenienti da strutture in difficoltà, come l’HUB di Cosenza o gli SPOKE dislocati in Provincia.
Segreto di Pulcinella, visto che le disposizioni, che oggi sono operative, sono state già prese dal dipartimento di tutela della salute della regione Calabria il 28.10.2020. A voler pensar male, l’inaspettata eccessiva attività del Primo Cittadino di Acri, già in campagna elettorale da un pezzo, in concomitanza di fatti risaputi, sarebbe a beneficio della propria visibilità.
Ora la scelta è tra chi vorrebbe ospitare il reparto Covid in Chirurgia, come afferma il Sindaco o chi per lui, oppure ospitare tale reparto al 3° piano, perfettamente operativo e funzionante, come invece ci conferma il responsabile sanitario dott. Cozzolino.
Noi siamo dell’opinione che si debbano utilizzare gli spazi dell’ex reparto di Medicina, poiché scegliendo invece di utilizzare la Chirurgia, significherebbe dismetterla definitivamente, forse per attuare un piano che viene portato avanti da tempo.
Ancora una volta siamo qui a chiedere di prendere decisioni oculate, senza contrapposizioni.
Chiediamo di tener conto delle richieste effettuate a suo tempo sulla dislocazione della SAUB presso l’ospedale, del piano di rilancio del nostro nosocomio presentato alla commissione Sanità del comune di Acri ed ai consiglieri comunali, di maggioranza ed opposizione.
Chiediamo di non perdere altro tempo, di non vegetare come è stato fatto in questi 3 anni e mezzo.
Rispondete alle nostre richieste, altrimenti non vi rimarrà che vergognarvi e dimettervi!

PUBBLICATO 22/11/2020  |  © Riproduzione Riservata




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