FOCUS Letto 6763

Focus. Intervista all’ex assessore Cavallotti. Ecco come sono andate le cose


Foto © Acri In Rete



D. Cavallotti, da dove vogliamo iniziare?
R. Ringrazio i dipendenti e gli operai comunali per la disponibilità e la fattiva collaborazione attuate per dare risposte alla città. Chi mi conosce sa che sono stato a disposizione di tutti i cittadini, indipendentemente dall’appartenenza politica con il solo scopo di affrontare le numerose problematiche.
D. Il suo operato veniva giudicato positivamente eppure il sindaco ha deciso di fare a meno della sua collaborazione?
R. Il sindaco, lo ricordo, ha tra le sue prerogative quelle di scegliersi i collaboratori e affidare le deleghe. Sono venuto a conoscenza dell’affidamento delle deleghe di programmazione e manutenzione delle periferie al consigliere Morrone solo a giochi fatti ed attraverso persone esterne all’amministrazione. Il sindaco non mi ha convocato per affrontare la questione o esprimere il malcontento sul mio operato. La nomina a Morrone viene fatta il 12 giugno, solo tre giorni dopo, nella sua stanza con imbarazzo e nervosismo, il sindaco decide di comunicarmi tale decisione, dal punto di vista politico e istituzionale il suo non è stato un comportamento corretto ed esemplare.
D. Dicono che negli ultimi giorni lei non partecipava alle giunte
R. Falso, vi era un modo strano di approvare atti deliberativi. Il più delle volte venivano sottoposti alla nostra attenzione ed alla nostra firma, documenti preconfezionati, ovvero senza un minimo di discussione. Io mi sono rifiutato di approvare l’atto deliberativo riguardante la bitumazione delle strade visto che la questione non era stata affrontata all’interno dell’esecutivo. Un modus operandi che non ho mai condiviso e che ho sempre combattuto anche in qualità di consigliere comunale. Altri assessori, invece, in modo subdolo si defilavano in occasione di delibere riguardanti incarichi legali. Penso che la dignità personale e il rispetto delle istituzioni vengano prima della gratificazione economica. Evidentemente questo mio modo di fare non piaceva ma occorre lavorare a testa alta e con personalità, ho la coscienza a posto e non mi sono mai inchinato, altri preferiscono solo ubbidire o presentare dimissioni farlocche, ovvero sollecitate.
D. Quando e come ha saputo della revoca?
R. Il 23 giugno attorno alle 14 ricevo la telefonata dell’assessore Franca Sposato che mi informava di una giunta fissata alle 15,30 a cui, però, non potevo partecipare per improrogabili impegni personali fuori sede. Consigliai di rinviare la seduta al giorno dopo anche per affrontare la questione delle deleghe affidate a Morrone, di certo per scopi elettorali in vista delle imminenti consultazioni regionali. Attorno alle 17 ricevo un whatsapp, non tenero, del sindaco Capalbo che mi comunicava l’interruzione della collaborazione.
Cosa farà ora?
Sto ricevendo numerosi attestati di stima e di solidarietà, chi mi conosce sa benissimo che mi battevo solo ed esclusivamente per la collettività, non ho chiesto favori né personali né per altri, non ho commesso ingerenze, continuerò a fare politica perché mi piace e se ci sarà un progetto serio e credibile e se i promotori lo vorranno io sarò a disposizione.

PUBBLICATO 04/07/2021  |  © Riproduzione Riservata




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