OPINIONE Letto 2013

Il muro di gomma


Foto © Acri In Rete



Gli studenti tornano in piazza. A distanza di due settimane dalla scomparsa del diciottenne Lorenzo Parelli, provano a far sentire la loro voce.
Ricordano Lorenzo, la cui assurda morte ha riportato al centro dell’attenzione le troppe criticità dell’Alternanza scuola-lavoro insieme alle insidie mortali alle quali, in alcuni casi, vengono esposti  i ragazzi mentre effettuano il tirocinio per accumulare crediti formativi.
Il disagio che li avvolge si fa sempre più crescente, chiedono di essere ascoltati.
Dopo un anno di DaD e uno  di DID a singhiozzo, non nascondono le difficoltà vissute sul piano didattico. Ora denunciano la mancanza di mezzi adeguati e di spazi per socializzare, criticano le prove scritte previste nei prossimi esami di maturità.
Vorrebbero che fossero più in linea con la difficile realtà vissuta.
Se da una parte il Presidente Mattarella in Parlamento (quindi nel deserto) ha detto che “ è  un dovere ascoltare la voce degli studenti preoccupati per il loro futuro”, dall’altra, con una dichiarazione al limite del temerario, la  Ministra Lamorgese  ha  giustificato  le manganellate verso gli studenti parlando di “cortei infiltrati da chi cercava disordini”. Continua invece  ad essere imbarazzante il silenzio del Ministro Bianchi che sembra il bell’addormentato. Siamo proprio sicuri che sia adeguato come Ministro dell’Istruzione?
La pandemia non solo ha stravolto la vita dei nostri ragazzi, ma li ha resi anche più fragili.
Un adolescente su quattro ha sintomi di depressione, uno su cinque sintomi di ansia (studio condotto sui 80.000 giovani).
Tuttavia, la situazione per quanto intricata, non sembra aver minato il loro coraggio. Così, scendono in piazza con la speranza di trovare quell’ascolto al quale avrebbero diritto e di cui sentono il bisogno.
Eppure,  la loro vivacità non solo non viene   adeguatamente ripagata, ma spesso deve fare i conti con   i manganelli dalla polizia troppo frettolosamente usati, come è successo a Roma.      
Insomma, gira che ti rigira, questi ragazzi si ritrovano a vivere, loro malgrado,, un presente maledettamente complicato e un futuro a dir poco incerto. Portano in piazza tutto il loro malessere, le loro paure, rivendicano i loro diritti, chiedono sostegno, ma devono fare i conti con il muro di gomma della nostra indifferenza.

PUBBLICATO 05/02/2022  |  © Riproduzione Riservata

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