RELIGIONE Letto 3022

Speranza


Foto © Acri In Rete



Charles Peguy la chiama ”bambina piccina che trascina tutto/perché la fede non vede che quello che è/e lei vede quello che sarà/La Carità non ama che quello che è/e lei ama quello che sarà/. “Siamo Speranza fatta da Dio”. La natura è troppo sfruttata e noi tutti ci muoviamo su strade pericolose, la Terra esige rapporto nuovo e fresco; la Speranza sembra disperata, ma non cinica; gli esiti inarrivabili e insopprimibili. E’ virtù preziosa, condiziona la vita, la spinge verso l’amorosa onnipotenza divina, apre la porta verso l’inarrivabile misericordia divina, ma se sbaglia direzione sfocia nella disperazione. Speranza spinge ad uscire dai detriti della disperazione, far brillare la Speranza non oscurata dalla delusione. Von Balthasar ebbe a dire “la Speranza è virtù rischiosa, è ardente aspettativa, non è illusione”. “Ci sembrava di sognare “ dicono gli israeliti appena liberi dalla schiavitù, “la bocca si riempì di sorriso, la lingua di gioia”. “Dio ci ha fatto speranza” (Peguy) “possiamo sperare per tutti e per tutto”. La speranza può essere provvisoria, inesauribile, perfettibile; merita essere accolta perchè salda le ferite aperte, aprire la porta al sorriso. C’è chi ha paura della speranza, preferisce “ottimismo ”che sembra una parola stanca, al contrario, speranza indica forza capace di sostenere e far tornare sulla strada. Ottimismo rimane preferito dalla comitiva televisiva, e qualcuno lo chiama “declamazione disgustosa di chi da anni porta avanti un macinato spettacolino che non ha nulla da dire”, altri “borbottio grossolanamente remunerato. Tra la detta comitiva, speranza non trova posto. Ottimismo è smorfia vuota, viene spiegata con “un operaio che precipita dal dodicesimo piano e conta 11, 10, 9, 8, 7, 6, si frega le mani e dice: “fin qua tutto bene”. La speranza è quel gancio che lega i vagoni, forma il treno e via col vento. Si tenta a massacrare la speranza, ma lei è viva e resiste, perché è grande più della Terra, è il mitico e salvifico filo di Arianna che trova domicilio dove c’è intelletto. Speranza fa ricordare Anteo, figlio di Dea Terra: Ercole lo butta a terra, e quello si rialza più forte, madre Terra lo rialza e gl’infonde forza. Senza speranza non ci si rialza e non si riprende il cammino. Tutto questo è poco per spiegare la grande virtù della speranza. Andiamo alla radice: viene dal greco “Elpis” = desiderio che invita a tendere verso ciò che si ritiene godibile, tendere verso un bene arduo ma possibile. Poggia su due piedi: desiderio e fiducia. La speranza cristiana è una spinta al massimo: possesso eterno di Dio = dono grande, il più grande. La speranza abita nell’anima in maniera permanente, è legata alla fede e spinge ad andare oltre la debolezza. Oggetto della speranza cristiana è “tesoro incorruttibile, la beatitudine”. E’ Dio che stimola desiderio e attesa della beatitudine. Ma anche i beni terreni ruotano nell’orbita della speranza. La speranza è promessa divina, piattaforma di lancio della speranza è la fede nell’Onnipotenza di Dio, nella sua volontà salvifica, nella sua bontà indefettibile. Promesse e speranze sono depositate in Cristo: il Padre ci ha donato il Figlio, ci dona ogni cosa con Lui. Valore e necessità della speranza: è valore immenso perchè promette e dà; l’uomo spera futuro in Dio, luogo beato. La promessa di Dio esprime sicurezza, nella sicurezza sboccia speranza. Senza speranza la vita non ha senso. Dio vuole la nostra felicità, perciò la lampada della speranza è sempre accesa. L’oggetto è il bene, il soggetto è l’uomo desideroso di questo bene. La speranza può venire meno per difetto o per eccesso. Il difetto si affaccia quando uno amalgama tutti i suoi desideri nei beni terreni senza cielo, accarezza l’incredulità. I beni terreni possono causare disperazione, scoraggiamento che intaccano la speranza. L’eccesso è frutto della presunzione: basto io a me stesso. Se andate a Firenze potete ammirare la speranza con bel viso di donna, dipinta da Andrea del Sarto, sembra che guardi in alto e in basso contemporaneamente. La speranza è cielo stellato, più lo guardi e più lo vedi bello, vi crescono luce e novità: la luce mostra bellezza, novità allontana le nuvole nere e minacciose, le due speranze del momento: la guerra finisca, il virus sparisca. Mai dire “non abbiamo più speranza”, tale perdita si trascina la vita. P. Leonardo Petrone

PUBBLICATO 19/04/2022  |  © Riproduzione Riservata




L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.






ADV



Ultime Notizie

SPORT  |  LETTO 366  
Ricomincio da tre
Da qualche giorno le porte del palazzetto dello sport si sono nuovamente aperte, cosi Acri torna a respirare calcio a 5. Inizia la fase della sta ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 320  
Acri e la cittadinanza onoraria ad Arminio: una domanda ancora aperta
Il dibattito sui borghi e sulle aree interne si è riacceso con una violenza che non sorprende: basta una scintilla, un post, uno scambio velenoso ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 213  
Meloni festeggia il governo più longevo, ma 141mila professionisti scappano
141mila persone all’estero in un solo anno, il 45% delle quali laureate, con oltre 11 miliardi di euro di valore e investimenti pubblici letteral ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 672  
Verso le Comunali 2027. Accordo tra ''Libertà è Democrazia'' e il centrodestra
In vista della scadenza elettorale della primavera 2027, quando i cittadini di Acri saranno chiamati alle urne per il rinnovo del Consiglio Comun ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 595  
Quanta violenza! L'amore che finisce non autorizza la forza
Lacan ci ha insegnato che il desiderio nasce dalla mancanza, non dal possesso. Amare non significa avere l'altro, ma riconoscerne l'altro ed il ...
Leggi tutto

ADV