OPINIONE Letto 4122

Finalmente!


Foto © Acri In Rete



E’ finita! Finalmente si è conclusa la tornata elettorale che ha decretato la vittoria di Capalbo. I tifosi, che in questi mesi hanno contribuito ad inasprire la campagna elettorale, dopo aver festeggiato, ora possono tornare a dormire sonni tranquilli, hanno i loro rappresentanti. In tanti ieri sono saliti sul carro del vincitore.
In tanti hanno tradito una “fede” politica nota a tutti per sostenere il candidato Capalbo, mettendo da parte la propria “storia politica”.
Tutto questo veniva scritto molti anni fa dal Padula, quando definiva gli acresi “popolo di vili e servili”, niente di più attuale. Ma questo interessa a pochi, l’importante è esserci. Il resto non ha più valore. È il risultato finale che conta.
Ma proprio il risultato finale dovrebbe far pensare Sindaco e combriccola.
Metà della popolazione
acrese non ha tifato per lui e questo è un problema. Perché è chiaro che questa parte di cittadini non voleva la riconferma.
Secondo me non hanno lavorato poi così bene, altrimenti non ci sarebbe stata partita.
Sarebbe bastato quel 10% rappresentato dagli elettori del candidato Cofone e forse gli attuali vincitori sarebbero stati vinti.
Ma questo non è accaduto, e si sa, la storia non si fa con i se e con i ma, quindi onore ai vincitori. Una cosa è certa però: la campagna elettorale e tutto ciò che l’ha caratterizzata ha messo in risalto la pochissima unione tra la popolazione acrese.
E la politica non ha fatto nulla per unire. Ora non ci resta che essere fiduciosi. Sperare che gli amministratori lavorino per il bene di Acri.
Perché Acri deve tornare a risplendere e deve farlo sfruttando le grandi potenzialità che ha, ma bisogna essere in grado di farlo, altrimenti perderà l’intera comunità che oggi di comunità ha ben poco.
«Quando vedremo i giovani raccolti nelle farmacie, nei caffè, nelle sale di bigliardo, invece di occuparsi di novellette che alimentano la curiosità, l’invidia, la maldicenza quanto insomma vi ha di pessimo nel cuore umano, discutere le necessità della patria e veder modo di migliorarla, solo allora, e non prima di allora avremo liberi cittadini, degni di libere istituzioni».

PUBBLICATO 28/06/2022  |  © Riproduzione Riservata




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