EDITORIALE Letto 3318

Strade private ma di uso pubblico. Parte seconda


Foto © Acri In Rete



Siamo costretti, nostro malgrado, a ritornare su una questione che abbiamo sollevato qualche giorno fa e che ha fatto indignare alcuni amministratori tra cui l’assessore Gino Maiorano (a proposito ma è assessore allo sport ed allo spettacolo o anche legale del comune?) a cui diciamo subito una cosa; siamo cronisti e il nostro compito/lavoro (che dovrebbe rispettare come noi rispettiamo il suo) è quello di raccontare i fatti (documentati) e non pubblicare veline o fare il copia/incolla.
Se nel corso degli anni stiamo avendo positivi riscontri da parte dei lettori è anche perché solleviamo problemi (sanità, parco eolico, infrastrutture) altrimenti sconosciuti.
Non ci fermano né le sue indignazioni né le sue minacce di querela.
Maiorano, ex amministratore e vice sindaco in quota udc lo dovrebbe sapere o avere capito, se ritiene che il nostro scritto abbia leso il comune e/o la sua persona adisca le vie legali.
Le ricordiamo, però, che in qualità di amministratore della res pubblica dovrebbe esserne garante e impegnarsi per il bene della collettività.
Andiamo ai fatti; nei giorni scorsi molti cittadini (da Policaretto a Foresta) ci hanno contattato per evidenziare lavori effettuati dal comune anche nelle aree private.
Noi non abbiamo fatto altro che raccontare alcune probabili anomalie verificatesi che, evidentemente, non sono piaciute.
Non abbiamo scritto baggianatebugie. Ci risulta che effettivamente (probabilmente per distrazione) alcuni lavori in carico al comune (bitumazione, ripristino rete fognaria e idrica) sono stati effettuati anche nelle zone private.
Non conosciamo i destinatari e non abbiamo scritto che sono simpatizzanti di questa amministrazione abbiamo solo fatto notare che ciò è vietato anche se, è risaputo, negli anni passati questa è stata un pratica molto adoperata.
La sentenza che ci ha inviato l’amministrazione comunale riguardo l’intervento del comune nelle aree private non specifica se quest’ultime abbiano o meno uno sbocco, se siano state acquisite al patrimonio comunale e se permettono un pubblico transito, questi ultimi sono dei requisiti necessari, affinchè una strada possa dirsi ad uso pubblico e usufruire dell’intervento comunale.
Nei casi che ci hanno segnalato, pare, che queste aree private non possiedano i suddetti requisiti.
Particolare è il caso di via Copernico; qui, nel 2016, dovevano essere effettuati lavori che riguardavano la pubblica illuminazione e fu proprio l’attuale sindaco, Pino Capalbo, a sollevare in consiglio comunale il fatto che l’area interessata dal progetto non era patrimonio comunale.
Nel maggio dello stesso anno la giunta Tenuta fu costretta a fare marcia indietro ed a revocare la precedente delibera (clicca qui e scarica la delibera).
Qualora, però, il Comune sia nella condizione di sistemare le strade ad uso pubblico e quelle private, evitando polemiche e discriminazioni, deve necessariamente adottare una programmazione degli interventi che includa anche le strade delle frazioni, una su tutte la strada che da San Giacomo d’Acri conduce in Sila.

PUBBLICATO 16/09/2022  |  © Riproduzione Riservata




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