MOSTRE Letto 1625

De Vincenti, poeta del colore luminoso


Foto © Acri In Rete



Si intitola «Luce dal silenzio» la mostra che si è inaugurata il 26 novembre alla Galleria Civica, in via Trieste, a Montichiari, ideata e diretta dall'associazione «Caleidoscopio» e curata da Mario Romanini. L'artista Giuseppe De Vincenti - «poeta della luce e del colore» come lo definisce il critico Angelo Gaccione -, originario della calabra Acri, ma a Brescia da decenni, presenterà circa 40 opere, sul paesaggio mediterraneo divenuto sguardo e «luogo mentale» della sua pittura. Un paesaggio colto in ore differenti del giorno, ad una maggior o minore distanza, secondo un taglio diverso, un dettaglio inedito, come se il passare del tempo fosse soltanto un cambio di luce, sfumature che si succedono. Fermi-immagine ora affidati alla pregnanza materica dell'olio, ora alla morbidezza del pastello, ora alla dissolvenza tenue dell'acquarello che diventano luogo della poesia, garanzia di libertà e di riscatto, portatori di parole e significanza, di rimandi individuali e collettivi, di sottintesi metafisici. Una pittura «fatta di luce mediterranea, di trasparenze, di meriggi assolati, di edifici su cui la luce si è rappresa, vi si trattiene per esaltarne i colori: il turchese, il giallo dorato, il cobalto... e che si espandono, si effondono nei riverberi di un tramonto, nelle strisce di mare, nei casolari, nella sera che cala sprofondando dentro tonalità differenti di blu. Sono frammenti di visioni questi quadri, paesaggi silenti, quieti, immoti, dove la figura umana è assente, e tuttavia sappiamo che la vita non è stata abolita perché tutto è ben tenuto: la vegetazione, i campi, le case lungo la costa, i binari della ferrovia, le colline» come scrive Gaccione che con Milena Moneta firma i testi critici in catalogo. «Visioni familiari di un paesaggio che conosciamo; scampoli di paesaggio isolati in un dettaglio, in un particolare che li rende ancora più affascinanti e memoriali - si legge ancora -. Visioni evocative, poetiche, memoriali, che agiscono su di noi in maniera sensoriale: guardiamo quel cielo e non possiamo fare a meno di ricordare, di evocare, di sentire». Ma il fare memoria non è fuga dal presente né inseguire una dimensione mitologica, ma recuperare attraverso l'atto creativo il senso del vivere. La mostra si può visitare fino all'8 gennaio, il sabato e la domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30. Apertura straordinaria il 26 dicembre e il 1° gennaio (infrasettimanali su appuntamento: 3474345943).. © RIPRODUZIONE RISERVATA. In copertina “La casa del nonno”, 2022 pastello su carta, 32x46 cm.

PUBBLICATO 09/12/2022  |  © Riproduzione Riservata

ADV




Ultime Notizie

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 733  
Notte europea dei Musei 2025. Musica e letture tra le sale dei musei Maca e Risorgimento
L'Amministrazione Comunale di Acri - Assessorato alla Cultura, in collaborazione con il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri), il Museo del Risorg ...
Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 4105  
Nominati gli scrutatori per i referendum abrogativi dell'8 e 9 giugno 2025
Presso l’ufficio Municipale di Acri, si è riunita la Commissione elettorale comunale, alla presenza del responsabile di settore che ha provveduto ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 1146  
Referendum 2025, urne aperte 8 e 9 giugno
Comitato Territoriale in favore dei Referendum ad Acri, al quale hanno aderito la CGIL di Acri il Sindaco della Città di Acri Pino Capalbo, ANPI, ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 698  
Impianto eolico Acri: la partita è ancora aperta
TAR Lazio: respinto il ricorso sul decreto aree idonee. La Sila non è ancora salva, ma oggi abbiamo una certezza in più. Con la sente ...
Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 2091  
Istituto penitenziario. Si aspetta la delibera della Regione
E’ trascorso quasi un anno e mezzo dalla delibera comunale e dall’incontro tenutosi a Roma ma ancora non si hanno notizie riguardo il costruendo ...
Leggi tutto

ADV