OPINIONE Letto 3714

Acri non potrà essere annoverata fra i Borghi Autentici d’Italia...


Foto © Acri In Rete



Il Comune di Roseto Capo Spulico, Bandiera Blu dal 2017 al 2022 per il flusso turistico estivo, fa parte dell’Associazione Borghi Autentici d’Italia, la quale si propone come obiettivo principale quello di “riscoprire i borghi italiani quali luoghi da vivere, sostenere e preservare.” Il suo centro storico, compreso fra 190-217 m di altitudine, conserva palazzi nobiliari (Barone Mazzario, Lillo), chiese (San Nicola di Mira; Immacolata Concezione, meglio nota come “Santo Totaro”), mura e torri medioevali, ma è soprattutto ricco di testimonianze della vita contadina dei suoi abitanti, i cui stretti vicoli emanano all’ora di pranzo aromi di cucina antica. Un centro storico quello di Roseto C.S. abitato e vivo anche d’inverno, da dove lo sguardo può spaziare dalla costa tarantina (individuabile dalle luci del faro di Capo San Vito) al litorale meridionale del Golfo di Sibari. L’altura sulla quale è ubicato questo centro, data la natura prevalentemente argillosa del terreno, è purtroppo minacciata da frane profonde sui versanti, che nel tempo sono arrivate ad intaccare la stabilità di diversi fabbricati. Gli amministratori succedutisi alla guida del Comune si sono prodigati, con passione a salvaguardare l’integrità dell’antico agglomerato urbano, disdegnando di abbandonarlo al suo destino ma ottenendo finanziamenti di progetti per il consolidamento dei versanti e il recupero di molte unità abitative. La popolazione originaria (qualche migliaio di abitanti divisi fra il centro storico e la parte a mare), nonostante lo sviluppo urbanistico sulla foce del Torrente Ferro (Piano d’Orlando) e sui terrazzi a quote intermedie (Piano Marino), ha dimostrato, ristrutturando ogni immobile lesionato o vetusto, di tenere molto in considerazione le relazioni sociali di comunità e la salvaguardia delle proprie radici. Agli acresi convinti che “se si vuole valorizzare il centro storico bisogna anche abbattere”, che “il centro storico ha bisogno di spazi, parcheggi e accessibilità”, che “meglio il moderno, buttiamo il vecchio” e alla Giunta comunale di Acri che perora le discutibili progettazioni del suo sindaco “per non perdere i finanziamenti” rivolgo l’invito a partecipare ai convegni che inneggiano a tutelare la storia dei paesi interni ed a visitare i luoghi (Valle d’Itria, Tropea, Pizzo, Scilla, San Lorenzo Bellizzi, Roseto C.S., Aliano, Matera, Terranova del Pollino, Morano) che traggono anche dai loro centri storici una parte del loro benessere. Su Acri, per le sconvolgenti proposte urbanistiche di questo sindaco, purtroppo, incombe un triste destino: difficilmente potrà far parte dell’Associazione dei Borghi Autentici d’Italia, la quale “punta sulla riscoperta e riqualificazione della propria identità; un’identità che si manifesta nelle pieghe originali della sua storia, nelle tradizioni dei luoghi, nella loro conformazione morfologica espressa nel paesaggio, nella cultura produttiva artigianale; ossia, in una frase, nel proprio modo di vivere”. Acri, con il nuovo fabbricato a ridosso della Torre Normanna (unici resti visibili di uno storico castello), con la tendenza a tagliare un secolare cipresso incendiato e a demolire i fabbricati abbandonati e vetusti per fare spazio a strade e parcheggi, si troverà a perdere l’unica sua dote: la sua identità, la sua esistenza storica. L’anno 2022 non è stato un buon anno per Acri e né lo saranno quelli futuri se continueranno nel suo centro storico le demolizioni dei vecchi fabbricati e non prevarrà la minima volontà del loro recupero. (Francesco Foggia)

PUBBLICATO 24/12/2022  |  © Riproduzione Riservata




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