OPINIONE Letto 3133

Nel nuovo anno si continuerà a tollerare tutto questo?


Foto © Acri In Rete



Qualche settimana fa, alla fine del terribile anno ’22, ho appreso con stizza e rabbia incontenibile che una giovane donna, non avendo potuto partorire nell’ospedale cittadino da tempo reso inadeguato, in preda alle doglie si è avventurata alla volta di Cosenza, ma lungo la strada è stata costretta a dare alla luce il figlio nell’abitacolo della vettura con la sola assistenza del marito; quest’ultimo, pure in preda al panico, si faceva coraggio e faceva partorire la moglie, guidato a distanza da un medico attraverso il cellulare all’orecchio!
Un fatto inaudito, questo, che ci presenta una comunità e un paese, Acri, di oltre ventimila anime, rinculato all’indietro di oltre 100 anni!
Sì, proprio così, perché si deve sapere che nel lontano 1925 nella stessa Acri, per iniziativa del sacerdote Francesco Maria Greco e suor Maria Teresa De Vincenti, veniva aperto l’ospedaletto ‘Charitas’ con due sanitari, il dott. Pompilio Rodotà chirurgo e il dott. Marullo clinico. In quel piccolo presidio poveri e ricchi, di Acri e dei paesi vicini, trovavano assistenza medica gratuita.
Oggi invece le donne sono costrette a partorire lungo le strade, come succede negli sperduti villaggi africani,  perché l’assistenza sanitaria pubblica è disattivata; nell’ospedale cittadino infatti sono presenti addirittura attrezzature come Tac e Risonanza magnetica, costate un occhio alla collettività e lasciate inspiegabilmente inutilizzate, e si costringe così la gente a sborsare fior di quattrini, quando si hanno, presso le strutture private, oppure ad attendere anni presso gli ospedali pubblici.
Di fronte a tale sfascio, a tali affronti alla dignità della persona, nessuno si muove, nessuno scende per le strade ad urlare, ad abbaiare; eppure, insieme alla mancanza di adeguata assistenza sanitaria, la stessa collettività e territorio è stato privato di tanti altri servizi indispensabili al vivere civile: sono stati chiusi il tribunale, la guardia di finanza, gli uffici Inps, l’Agenzia delle entrate, e per ultimo anche la Biblioteca comunale, voluta e aperta negli anni Cinquanta dal senatore Francesco Spezzano.
Di tutto questo arretramento della vita associata nessuno si è accorto: una specie di silenzio-assenso si è diffuso nelle coscienze ed ha finito per addormentare finanche la politica: dormono tutti; la pace sociale regna, per fortuna, sovrana!
Il paese non ha bisogno di nulla, è felice e sta bene, se è vero come è vero che può fare a meno anche dei più elementari servizi sociali! Da qui il mio orgoglio di essere nato in questo Eden, in cui è ritornato sovrano il silenzio, la felicità del qualunquismo più dilagante del ‘Queta non movere’.

PUBBLICATO 29/12/2022  |  © Riproduzione Riservata




L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.






ADV



Ultime Notizie

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 1446  
Abbiamo incontrato il sindaco Capalbo ma non abbiamo avanzato nessuna richiesta
In riferimento all’articolo pubblicato in data 28 ottobre 2025 dal quotidiano di informazione on-line Acri in Rete, il partito di Sinistra Italia ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 2993  
L'albero potato
Ieri è stato il mio primo giorno ad Acri e che non potesse essere un ritorno felice al passato era prevedibile. È un pensiero che avevo portato c ...
Leggi tutto

POLITICA  |  LETTO 2427  
Il sindaco Capalbo strizza l'occhio a Sinistra Italiana. Verso un nuovo rimpasto di giunta?
Nella maggioranza di centro sinistra destra il voto regionale è stato archiviato dopo attente analisi e qualche recriminazione. Ora l’attenzione ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 1256  
Il desiderio di una vita
Lei era una donna africana, giovane, poco più che quarantenne, sola, sfortunata, malata terminale di cancro. Era arrivata in Italia con il suo un ...
Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 8610  
False invalidità civile e di accompagnamento. Ai domiciliari un acrese dipendente di un Patronato
Le indagini dei carabinieri di Cosenza, partite circa tre anni fa, hanno fatto luce su diverse ipotesi di frode finalizzate all’ottenimento indeb ...
Leggi tutto

ADV