POLITICA Letto 3569

Illegittimi i rimborsi per le spese legali ad alcuni consiglieri comunali? Interrogazione di Feraudo e Cofone al sindaco ed al segretario comunale


Foto © Acri In Rete



In data 6/09/2019 è stato pubblicato su questa testata giornalistica l’articolo dal titolo “Meglio stare zitti…” a firma dei Consiglieri di maggioranza con il quale gli autori manifestarono la loro valutazione politica sull’operato di Anna Vigliaturo, ex Assessore Comunale di Acri dal 2010 al 2013 (periodo in cui la Corte dei Conti certificò il dissesto finanziario dell’ente) e, all’epoca dei fatti, Consigliere Comunale di opposizione. La Vigliaturo non la prese bene e ritenne offensivo quell’articolo. Decise di esporre querela nei confronti di Sposato Franca, Morrone Raffaele, Bruno Simone, Siciliano Luca Luigi, Cavallotti Luigi, Sposato Fausto, Gencarelli Angelo e Fusaro Mario. Nel marzo 2021 l’archiviazione del suddetto procedimento penale. In seguito il comune ha liquidato somme ad alcuni consiglieri comunali per il rimborso delle spese legali. “Alla luce di quanto emerso dalla documentazione sottesa alle determinazioni di liquidazione sopra richiamate, scrivono Cofone e Feraudo, a parere degli scriventi il rimborso delle spese legali in favore dei Consiglieri Comunali non sarebbe dovuto per ragioni di merito e di forma. In virtù delle norme, infatti, possono essere rimborsate solo le spese legali relative a procedimenti penali instaurati per fatti connessi alle funzioni esercitate. La redazione e la pubblicazione di un articolo di stampa, come quello da cui è scaturito il procedimento penale per il quale è stato chiesto il rimborso delle spese legali sostenute, non rientri in alcun modo nelle funzioni proprie di un Consigliere Comunale. Inoltre, il termine rimborso significa testualmente restituzione di denaro speso. Per definizione, dunque, al fine di ottenere un rimborso, il denaro deve essere uscito dalla disponibilità di colui che ne fa istanza. In merito al rimborso delle spese legali in favore di un consigliere comunale a seguito del favorevole esito del procedimento penale avviato nei suoi confronti, la prova dell’avvenuto pagamento in favore del difensore di fiducia rappresenta, pertanto, elemento necessario e costitutivo al fine di ottenere il rimborso stesso. Nel caso di specie, la documentazione prodotta dai Consiglieri non dimostra in alcun modo che le somme a loro rimborsate siano state effettivamente precedentemente esborsate in favore dei rispettivi difensori di fiducia. Per tali motivazioni, gli scriventi Consiglieri Comunali nutrono dubbi circa la liceità dei suddetti rimborsi. Chiediamo, pertanto, sulla base di quali presupposti normativi e/o in virtù di quali principi giurisprudenziali è stato operato il rimborso di cui in premessa e quali azioni intende intraprendere l’Amministrazione comunale in merito, specie nel caso in cui dovessero essere confermati i dubbi suesposti relativi alla liceità degli stessi rimborsi.”

PUBBLICATO 20/01/2023  |  © Riproduzione Riservata




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