OPINIONE Letto 1462

Il cipresso soppresso


Foto © Acri In Rete



Incendiato e alla fine abbattuto, sempre di notte! Per il cipresso del Purgatorio, intrappolato in un limbo temporale a cavallo fra il vecchio e il nuovo anno, si sono spalancate le porte del Paradiso, lasciando l’amaro in bocca ai tanti che ricordano ancora il maestoso albero svettare sull’originaria collinetta di terra nei pressi della piccola casetta in pietra, poco prima di finire inglobato in un cordolo di cemento che lo separava dal letto di asfalto stesogli tutt’intorno a conclusione dei lavori di tombatura del fiume Calamo.
L’ennesima tessera che va ad aggiungersi all’ipotetico e romantico puzzle raffigurante Acri com’era, prezioso viatico per chi abbandona il centro presilano per non rimanere ostaggio dei ricordi e della rassegnazione, conscio di farvi ritorno soltanto in sparute occasioni e per il tempo strettamente necessario a scongiurare eventuali assalti di malinconia.
In uno Stato che impiega 30 anni a catturare un superlatitante comodamente acquattato tra le mura di casa, hanno vinto ancora una volta gli incivili (o coloro ai quali fanno comodo?) aprendo la strada a futuri colpevoli danneggiamenti, quasi certamente scevri da punizione alcuna a fronte delle rituali quanto inutili denunce contro ignoti, da ristorare con risorse pubbliche sottratte a quella fetta di comunità che caparbiamente occupa un comprensorio fortemente caratterizzato da difficoltà orografiche e infrastrutturali, scontando persino l’antipatico fenomeno del digital divide con il quale l’Agenzia delle Entrate ha salomonicamente risolto il problema della chiusura dei propri uffici optando per un “help desk” da allocare in uno spazio messo a disposizione dal Comune.
Ossa rotte dunque per la comunità che dopo la lenta espoliazione di servizi essenziali deve far fronte alla crudele sottrazione di un tassello identitario, prima o ultima istantanea scattata mentalmente dai concittadini che arrivavano o partivano con gli autobus che collegano luoghi di studio e di lavoro disseminati al di là del Pollino.
La stessa comunità alla quale bisognerà restituire la speranza che alla celere piantumazione del nuovo cipresso possa accompagnarsi una fattiva rifioritura di determinati servizi basilari rimasti per troppo tempo incagliati nelle anguste maglie della propaganda, vigilando sull’avveniristica ipotesi che Corso Pertini/Mazzini finisca per tracciare la strada a Piazza Purgatorio/Bilotti...



PUBBLICATO 21/01/2023  |  © Riproduzione Riservata

ADV




Ultime Notizie

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 653  
M5S Acri, 24 e 25 maggio banchetti informativi
In vista dei referendum dell’8 e 9 giugno, il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle di Acri annuncia la costituzione di banchetti informativ ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 742  
Il 31 maggio la Iª Giornata della Prevenzione: salute, partecipazione e solidarietà al centro della scena
Tutto pronto ad Acri per la Iª Giornata della Prevenzione, un evento di.... ...
Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 508  
Ritorna ''Le note in chiave''
Dopo undici anni ritorna “Le note in chiave”, il concorso musicale che vede coinvolti le scuole e i conservatori. Dal 26 maggio al 31 maggio il p ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 894  
Le Associazioni Auser di Rende, Amantea e Acri in visita: un viaggio di scoperta tra storia e territorio
Sabato 17 maggio, le associazioni Auser di Acri, Rende e Amantea hanno avuto l’opportunità di vivere un’affascinante escursione alla scoperta del ...
Leggi tutto

FOCUS  |  LETTO 1851  
Focus spettacoli. Mi occupo di musica da oltre sessant'anni
Suona da quando aveva quindici anni, dirige la banda musicale da trent’anni, scrive poesie in vernacolo, ha fondato il Gruppo musicale “Un’orches ...
Leggi tutto

ADV