STORIE Letto 1727

Santa Cecilia ed il Natale più lungo d'Europa


Foto © Acri In Rete



Il 22 novembre si festeggia Santa Cecilia, ritenuta protettrice dei musicisti e dei cantanti. Si narra che la Santa si fosse convertita al Cristianesimo il giorno del suo matrimonio , quando, tra i canti pagani del banchetto di nozze, lei rivolgeva il cuore a Dio cantando ed inneggiando al Signore in modo che la sua anima potesse restare pura. Alla sua conversione seguirono quella del marito e del cognato che si occupavano della degna sepoltura dei cristiani opponendosi alla proibizione emanata dal giudice pagano Almachio, proprio per questo motivo, i due uomini vennero arrestati ed uccisi. Poco dopo venne fatta arrestare anche Santa Cecilia che fu condannata a bruciare sul rogo ma le fiamme sembravano non scalfirla mentre il suo canto si alzava a Dio. Fu per questo motivo condannata a morte per decapitazione, morì dopo tre giorni per le atroci ferite ma il boia non riuscì ad ucciderla sul momento. Fu papa Urbano I a concederle degna sepoltura nelle catacombe di San Callisto, in occasione dei restauri ordinati durante il Giubileo del 1600 il suo corpo venne ritrovato in un sarcofago in ottimo stato mentre emanava profumi di rose e di gigli. Si pensa che Santa Cecilia sia erroneamente associata agli strumenti musicali ed in particolare all’organo con cui viene spesso rappresentata. A causa di una errata traduzione dal latino si pensò all’organo che accompagnava il suo canto durante il banchetto nuziale ma, probabilmente , l’organo era lo strumento di tortura utilizzato nel momento del suo martirio. Proprio mentre veniva seviziata la Santa cantava in onore di Dio per infonderle forza e sopportare i tormenti. Il giorno dedicato a Santa Cecilia apre ufficialmente le festività natalizie a Taranto, per questo motivo è stato definito “il Natale più lungo d’Europa” poiché incomincia a novembre. Le zampogne all’alba suonano le Pastorali Natalizie, iniziando dalle 3.00 del mattino. Inoltre la processione segue Santa Cecilia per le vie della città e sui balconi, per il passaggio della sacra effigie, si friggono le “pettole” (frittelle). Anche sulle pettole nella loro versione dolce o salata aleggiano una serie di leggende. La prima racconta di una massaia che mentre stava impastando il pane, sentì il suono degli zampognari che suonano in onore di Santa Cecilia per le strade della città ed uscì, si rese conto al suo ritorno che l’impasto era troppo lievitato e, per questo motivo, lo frisse. Un’altra versione della leggenda vuole che Santa Elisabetta dimenticò l’impasto del pane chiacchierando con la Madonna e per questo motivo provò a friggerlo per non buttarlo.

PUBBLICATO 22/11/2023  |  © Riproduzione Riservata

ADV




Ultime Notizie

OPINIONE  |  LETTO 1953  
Lettera malinconica
Caro sig. sindaco Pino Capalbo, a me piace la politica, ne ho un’idea romantica, è “il cittadino al servizio della sua città” e la mia è Acri. Io ...
Leggi tutto

NOTA STAMPA  |  LETTO 1191  
Nessun accordo con Sinistra Italiana
Si è svolto stasera in municipio un incontro tra una delegazione di Sinistra Italiana ed una.... ...
Leggi tutto

IL FATTO DEL GIORNO  |  LETTO 2569  
Terremoto nel consiglio comunale. Entrano Ines Straface e Natale Viteritti
Il rimpasto di giunta dei giorni scorsi, avrà conseguenze nella composizione del consiglio comunale rispetto al 2022. Procediamo con ordine; il n ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 2194  
Ho rassegnato le dimissioni. l perché della mia scelta
In questi giorni ho preso una decisione importante che riguarda la mia esperienza amministrativa..... ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 2028  
Orgogliosa e fiera di aver servito la comunità
Termino questa esperienza amministrativa con la profonda serenità di chi si è messo a.... ...
Leggi tutto

ADV