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Parco eolico. “Scongiurata anche la scomparsa dello stemma araldico della città”


Foto © Acri In Rete



Una voce fuori dal coro. Quella di Luigi Caiaro, già consigliere comunale nonché componente dell’associazione Acri.0. Dopo aver letto il nostro editoriale, ha inteso inviarci una nota.
“Si è finalmente conclusa la vicenda del Parco eolico di Serra Crista avviata dall’Amministrazione Capalbo nel dicembre 2019 e che il sottoscritto, da consigliere comunale, osteggiai e contrastai, non perchè fossi contrario alle energie alternative, ma perché ritenevo e ritengo che il sito identificato da Enel green power non fosse adatto ad ospitare cinque mega torri. Il consistente volume di movimento terra, circa dodici milioni di euro di sbancamenti, afferma Caiaro, avrebbe mutato in modo irreparabile la natura morfologica e paesaggistica di una parte del nostro territorio, nonché avrebbe alterato e deteriorato il sistema di flora e di fauna e la varietà di organismi viventi nelle diverse forme in quel meraviglioso ecosistema che è racchiuso nel monte Crista.
I pareri negativi del Dipartimento tutela dell’ambiente della Regione Calabria, della Sovrintendenza dei beni culturali e paesaggistici e della UOA Forestazione della Regione Calabria, continua l’ex consigliere comunale, mi hanno dato ragione ed hanno avvalorato quando in commissione e in consiglio comunale ragionai e mi pronunciai sul fatto che la realizzazione del parco eolico era in quel sito altamente penalizzante per un territorio, atteso anche gli scarsi ritorni e benefici per la comunità acrese.
Si sarebbe cancellata la storia ed il simbolo araldico della città di Acri dove sono rappresentati tre monti sormontati da stelle (Buda-Crista-Logna) con la dicitura Acrae,Tri Vertex, Montis Fertilis.
Ci tengo inoltre a specificare di non essere annoverato in quelli del no a prescindere in quanto le valutazioni che si devono effettuare in occasioni di opere di portata straordinaria devono andare sempre nell’interesse del collettivo e nel bene della Comunità che si amministra.
Certamente il Sindaco e l’intera maggioranza nel revocare la delibera consiliare del 2012 (ordine del giorno letto dallo stesso sindaco Capalbo che allora rivestiva il ruolo di consigliere comunale di minoranza in quota PD) e nel perorare la realizzazione del parco eolico si sono dimostrati miopi ed incapaci politicamente nel tutelare, proteggere e difendere le bellezze del nostro territorio.
Ricordo anche i miei forti dubbi riguardo la realizzazione di nuovi plessi scolastici soprattutto quello ubicati a Padia e a Duglia ed oggi, a distanza di cinque anni, i fatti ovvero gli accorpamenti decisi dalla regione, mi hanno dato ragione così come le condizioni del Beato Angelo ancora a corto di risorse umane e strumentazione sebbene proclami e annunci.
In occasione del Parco eolico, conclude Caiaro, il tempo mi ha dato ragione circa le infelici e scellerate scelte politiche amministrative dell’ amministrazione Capalbo, di coloro che si sentono e si ergono a supereroi della politica, ignorando e sottovalutando la regressione e l’involuzione che la città sta registrando in tutti gli ambiti, sociali, economici e culturali.”

PUBBLICATO 04/02/2024  |  © Riproduzione Riservata




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