COMUNICATO STAMPA Letto 4167

Rifiuti: tra inquinamento e miseria culturale


Foto © Acri In Rete



Nel territorio di Acri, nonostante la comunità risulti essere virtuosa nella raccolta differenziata, il fenomeno di abbandono selvaggio dei rifiuti persiste nonostante i tentativi fatti per arginarlo.
Da anni, le segnalazioni sono avvenute sia a titolo individuale, sia da comitati ed associazioni denunciando al sindaco o alla Polizia Locale dei numerosi rilevamenti. Oggi ritorniamo sull’argomento per un motivo inedito.
La zona detta delle “coste”, vallata che scende verso il fiume Mucone, ricca di uliveti, si sta trasformando in terreni abbandonati.
Venendo a mancare presidio e protezione, il fenomeno di abbandono dei rifiuti si sta espandendo in misura sempre più insostenibile.
Il fenomeno, da lieve, sta assumendo forme sempre più consistenti, contribuendo ad aumentare i costi economici della gestione e dello smaltimento dei rifiuti qualora si intendesse porre rimedio.
Oltre al punto di vista del decoro, le discariche illegali hanno un impatto negativo su piante e animali, minacciando la qualità dell’acqua, del suolo e dell’aria, nonché la salute umana.
Riteniamo che le responsabilità siano di chi contribuisce attivamente conferendo i rifiuti e indirettamente di chi con la tolleranza invece abbia l’obbligo di intervenire.
Se da una parte continua a persistere un atteggiamento culturale su cui bisogna lavorare, dall’altra non si sono sviluppate strategie per la salvaguardia del territorio in merito a questa problematica.
Riteniamo che questa amministrazione stia sottostimando questo fenomeno e come Comitato Beni Comuni di Acri porteremo avanti queste battaglie sostenendo l’idea di un modello “pluralista e paritario”, secondo il principio di sussidiarietà orizzontale, contrapponendoci al modello tradizionale tra i poteri pubblici e gli amministrati.
Noi del Comitato avanziamo, intanto, la proposta di dotare la zona interessata di un sistema di videosorveglianza collegato ad un centro di controllo che permetta di intervenire tempestivamente ogni qualvolta avvenga un’infrazione e nel contempo chiediamo la messa in campo di strategie più efficaci ed efficienti per colmare questa lacuna culturale. Le misure fin ora adottate non hanno prodotto benefici concreti tant’è che non sono mai apparsi sulla stampa locale notizie di sanzioni effettuate, nonostante l’installazione periodica di fototrappole.
Inoltre, chiediamo a che punto sia lo stato di bonifica della discarica in località Manzi, a fronte di anni dei reflui di percolato nel fiume Mucone e dei gas prodotti diffusi nell’aria da decine di anni.
Infine, se pur le istituzioni abbiano rimosso la presenza di amianto in alcuni punti dietro nostra segnalazione, protocollata nel 2019 e ribadita nel 2023 attraverso disposizione di alcuni cartelli segnaletici la pericolosità dei punti in questione e rimossi dalla polizia municipale, per i quali si aspetta ancora la riconsegna, continuiamo a sollecitarle per una continuità nella tutela ambientale del territorio, in modo che gli interventi non siano parentesi nella perseveranza della superficialità e dell’incuranza.

PUBBLICATO 03/03/2024  |  © Riproduzione Riservata




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