COMUNICATO STAMPA Letto 3413

Per il 2025 cenere e carbone a grandi e piccini


Foto © Acri In Rete



La Befana, è risaputo, è più austera rispetto a Babbo Natale che è magnanimo con tutti senza distinzione tra buoni e cattivi.
Infatti, Babbo Natale ha portato ad Acri il concerto di capodanno con i Tiromancino. Iniziativa lodevole per carità, che ha rivitalizzato la città nella notte di San Silvestro evitando che tanti giovani scegliessero altre mete per la fine dell’anno. Molti cittadini però si sono chiesti se i 120.000,00 euro spesi con fondi del bilancio comunale per questa iniziativa potevano essere impiegati diversamente, magari per calmierare gli aumenti dei ticket per le mense scolastiche, oppure, si poteva dare un segnale di vicinanza ai dipendenti ex LSU che sono andati e andranno in pensione a breve con molto meno della pensione sociale, attivando una forma di pensione integrativa o un bonus aggiuntivo.   
La Befana, invece, ha ritenuto che gli acresi non si sono comportati bene nell’anno appena trascorso ed è andata giù duro: aumento delle tariffe per il servizio idrico e per la TARI.
Non ha tenuto conto degli innumerevoli proclami e delle buone intenzioni dell’amministrazione Capalbo: l’uscita dal dissesto finanziario e la buona percentuale di raccolta differenziata ci permetterà in futuro di abbassare le tariffe ! Quante volte abbiamo sentito queste parole. I cittadini di Cosenza invece, anche se il loro comune è ancora dissesto, sono stati premiati, a loro l’anno nuovo ha portato una riduzione delle tariffe Tari di oltre il 5% per il 2025, lì non hanno pagato lo scotto dell’inflazione, misteri dell’Onnipotente … 
Ma la Befana non si è fermata qui, evidentemente siamo stati troppo cattivi, e nonostante tutte le criticità ed i disagi registrati nell’anno appena passato per l’approvvigionamento e l’utilizzo dell’acqua potabile, questione ormai non più relegata ai soli mesi estivi, ha portato anche ad un aumento delle tariffe del canone idrico. Ma in questo caso anche Babbo Natale ci ha messo lo zampino: nel pieno delle festività natalizie interi quartieri del centro sono rimasti senza acqua, anche per due-tre giorni consecutivi. Possiamo solo immaginare il disagio per quanti hanno vissuto questa odissea, soprattutto per coloro che ospitavano amici e parenti venuti da fuori in occasione delle feste. Che bella figura abbiamo fatto agli occhi di queste persone venute o tornate da realtà dove sarebbe impensabile un disservizio del genere sotto Natale! 
Il dato più sorprendente, però, è che la Befana è andata pesante perfino con i più piccini, le anime innocenti, i bambini ed i ragazzi delle scuole dell’infanzia, elementari e medie: ha portato un aumento spropositato delle tariffe delle mense scolastiche, di quasi il doppio ! Sicuramente lo avrà fatto per colpire indirettamente i loro genitori, i grandi, i veri cattivi della situazione. Infatti, molte famiglie non riusciranno a sopportare il costo di questi aumenti indiscriminati e per i genitori che non avranno tempo e modo di preparare il cosiddetto pranzo domestico non ci sarà altra soluzione che prelevare anticipatamente i figli da scuola, con tutti gli inevitabili disagi per chi lavora e le ricadute negative in termini di scolarizzazione dei ragazzi.  
Pazienza, evidentemente la Befana con la sua sagacia avrà giudicato i bambini di Acri meno meritevoli e più scalmanati di quelli dei comuni limitrofi dove il costo dei ticket per la refezione scolastica è di molto inferiore rispetto a quello del nostro comune.
Che dire, sia la Befana che Babbo Natale ci hanno lasciato intendere che questo nuovo anno non si presenta  sotto buoni auspici per i cittadini acresi e non è certo una bella notizia.
Di sicuro non è farina del loro sacco la questione del dimensionamento scolastico, che dal prossimo anno ci porterà una sola dirigenza per i tre istituti superiori presenti sul territorio, unica dirigenza che dovrà gestire 5/6 plessi, cioè il caos, ed il trasferimento di personale amministrativo in altre sedi con conseguente perdita di posti di lavoro su Acri.
In questo caso il problema è stato dettato dagli errori commessi dall’amministrazione Capalbo, che ha sollecitato per il tramite degli uffici Provinciali un piano di dimensionamento scolastico rivelatosi fallimentare ma anche dalla scarsa incisività del gruppo locale di Forza Italia che non ha avuto la capacità e la forza di sovvertire l’esito finale sancito dalla Regione Calabria guidata dal presidente di FI Roberto Occhiuto.     
Anche con la questione ospedale non hanno niente a che vedere Babbo Natale e la Befana. Difatti, il dato che da qui a breve l’ospedale cittadino sarà destinato a diventare ospedale di comunità, a gestione prettamente infermieristica, a causa della mancanza di personale medico e dell’impoverimento progressivo  dei servizi è conseguenza indiretta della linea tenuta dall’amministrazione in carica che si è adagiata sulla proposizione di un ricorso al TAR in merito al piano di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale - dall’esito negativo scontato -, rinunciando ad altre forme di protesta.
Anche in questo caso il gruppo locale di Forza Italia avrebbe potuto fare di più, la sanità è materia regionale e l’attuale commissario è il governatore Roberto Occhiuto: in circa due anni e mezzo di consiliatura, nonostante i sopralluoghi, le visite e le promesse dei loro referenti regionali non si è registrato alcun risultato positivo di peso, solo qualche contentino. Ci sarebbero ancora le condizioni per sovvertire le sorti del Beato Angelo rivendicandone i meriti, e noi saremmo i primi a dirgli bravi ma serve un’azione più decisa.
L’anno nuovo porta in dote ad Acri tanti altri vecchi problemi irrisolti (viabilità, illuminazione pubblica, decoro urbano, riqualificazione del centro storico, depurazione) e nuovi da fronteggiare con fermezza e determinazione (ordine pubblico e sicurezza) ma per il momento preferiamo non andare oltre, ci sono ancora un paio di giorni di festa prima di iniziare la normale routine quotidiana e non è nostra intenzione appesantirli con questi noiosi discorsi. 

PUBBLICATO 05/01/2025  |  © Riproduzione Riservata




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