SALUTE E BENESSERE Letto 1841

La "RICERCA" come segno di speranza


Foto © Acri In Rete



Il 4 Febbraio è stata la giornata mondiale per la lotta contro il cancro. Una media nazionale ed internazionale, ha calcolato una crescita accelerata di diversi casi di tumori, ormai senza controllo.
La medicina ha fatto passi da gigante, ogni giorno si studia per migliorare il tipo di terapia alla quale sottoporre un malato oncologico. Ci sono centri sperimentali, come il Policlinico Umberto I , Policlinico Agostino Gemelli, ect, che collaborano con Università Europee e a livello mondiale, così per migliorare ed accelerare una ricerca, che spesso in Italia fatica ad andare avanti, o per mancanza di fonti o per ricercatori che spesso scelgono di emigrare e spendere il proprio sapere in posti dove la ricerca ha un rilievo più importante, con finanziamenti più efficaci e corposi per sostenere la stessa.
La "RICERCA" ha un ruolo fondamentale e il sostegno porta ad accelerare la cura verso malati oncologici, spesso resi terminali.
In Italia molti centri di eccellenza collaborano in maniera silente, favorendo la salvezza di molte persone che in un tempo passato non sarebbero sopravvissuti neanche agli esordi della malattia. Per questo è fondamentale sostenere la Ricerca e cercare di fare prevenzione, una prevenzione che permette di anticipare una diagnosi cruciale. La ricerca oncologica italiana è all’avanguardia a livello mondiale, con 149 centri che svolgono studi clinici sul territorio nazionale, anche se rimangono differenze tra aree geografiche e sono ancora tante le difficoltà da superare.
Se ne è parlato durante la prima Giornata nazionale dei gruppi cooperativi per la ricerca in oncologia. In occasione dell’incontro è stato presentato anche il primo Annuario dei centri di ricerca oncologica in Italia, promosso dalla Federation of Italian Cooperative Oncology Groups (FICOG) e dall’Associazione italiana di oncologia medica (AIOM). L’annuario costituisce una sorta di censimento dei centri che svolgono sperimentazioni in ambito oncologico.
“Se partecipare a uno studio clinico permette a un singolo malato di cancro di avere accesso precocemente a un farmaco innovativo, che potrebbe entrare in commercio anche dopo diversi anni, i risultati dello studio clinico cui ha partecipato, siano essi positivi o negativi, permetteranno a tutti i malati affetti dalla stessa patologia neoplastica di usufruire di queste acquisizioni nel loro percorso di cura. Da beneficio per il singolo diventa quindi beneficio per la collettività” si legge nell’introduzione al volume, curata dal presidente FICOG Carmine Pinto e dal presidente AIOM Saverio Cinieri.

PUBBLICATO 08/02/2025  |  © Riproduzione Riservata




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