RECENSIONE Letto 1715

DiVersi


Foto © Acri In Rete



Ci sono “riti” che non hanno bisogno di pubblico, basta la copertina di un nuovo libro tra le mani. Per me, da ben sedici anni, l’uscita del nuovo libro di Angelo Canino è proprio questo: un rito affettuoso, un piacevole appuntamento che ormai scandisce il tempo meglio di un calendario.
Ogni volta che arriva una sua nuova “creatura”, più che una sorpresa è un’occasione per rivederci, per un aperitivo veloce o una chiacchierata più lunga che finisce sempre per farci ritrovare con la mente nei luoghi a noi cari: tra i vicoli del nostro quartiere (Casalicchio); tra le voci dei compagni nella vecchia scuola (Monachelle); tra i profumi di un tempo che sembra lontano ma che, grazie ai suoi versi, non lo è mai.
Era il 2009 quando uscì "Ad Acri si parla così", il primo libro. Un vocabolario dialettale con oltre 7000 lemmi: un'opera originale che sembrava destinata a restare unica, proprio come quelle meteore che appaiono nel cielo per poi sparire per sempre. E invece no, l’anno dopo, Angelo realizzò un libro di poesie in vernacolo. Da lì, non si è più fermato. Uno dietro l’altro, dieci libri fino al 2023, tutti diVersi e tutti legati da un filo invisibile, l’amore per il dialetto.
Leggere le poesie di Angelo è come aprire il vecchio baule della nonna che profuma di antiche essenze e cartoline ingiallite. I suoi libri sono pieni di proverbi, detti, racconti che suonano come le voci di chi non c’è più ma ha lasciato un pezzo di sé.
Ogni pagina è una carezza di ricordi e di scintille che fanno brillare gli occhi. E ogni volta mi chiedo dove trovi, tutte queste storie.
Qualche giorno fa mi ha chiamato: “Te lo porto io il nuovo libro o lo vieni a prendere?” Alla fine ci siamo ritrovati a casa sua. Il nuovo libro "U' focudèari Cunta", manco a dirlo, sorprende ancora fin dall’inizio.
Le prime 32 pagine,infatti, sono dedicate a un poema in quartine: “A chéasa e di ricuardi”.
Un titolo che è già tutto un programma. "La casa dei ricordi", chi è che non ne ha una? “
"Era da tanto che pensavo di raccontare i ricordi che ho della casa dei miei nonni”. Mi racconta: “Per me era una sorta di parco giochi, nel quale mi divertivo e trovavo un affetto immenso. Sono così tanti i ricordi, tutti a me cari, che inizialmente avevo pensato di riempire un intero libro”.
Non sarà una sorpresa se questo nuovo libro o alcune poesie che lo compongono, ricevessero premi importanti.
In questi anni le poesie di Angelo sono state premiate in quasi tutte le regioni italiane e non solo. I suoi componimenti hanno varcato i confini nazionali e hanno ricevuto riconoscimenti in Svizzera e persino in Argentina.
Pensate, solo la poesia “A giacca e patrima” ha ricevuto più di cento premi. Se non è un record questo!
Del resto il mio amico poeta non scrive solo libri o versi, ma costruisce ponti tra le generazioni, accende preziose fiammelle nei giardini della memoria che andrebbero custodite con cura e amore.
Comunque, se volete saperne di più, sabato 28 giugno alle ore 18:00 a Palazzo Sanseverino-Falcone di Acri ci sarà la premiazione del libro.
Impossibile perderla!

PUBBLICATO 17/06/2025  |  © Riproduzione Riservata




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