OPINIONE Letto 2018

L'amore malato


Foto © Acri In Rete



Si chiamava Pamela, aveva 29 anni e una vita ancora da vivere, aveva sogni e speranze. E’ invece la vittima numero 42 dell’anno, pugnalata dal delirio di possesso travestito d‘amore. E’ morta sul balcone al secondo piano di un palazzo residenziale alla periferia di Milano. Pamela ha implorato quell’uomo di 52 anni che diceva di amarla: “Ti prego…Ti prego…Ti prego,” una supplica in ginocchio sperando di fermare quel coltello con il quale invece ha continuato a colpirla per ben 24 volte. A nulla sono valse le urla dei vicini e persino l’arrivo dei carabinieri che provavano a sfondare la porta. Tutto inutile, niente può fermare la furia di chi confonde l’amore con il possesso. Spero che adesso non si tiri fuori l'uso di droghe e psicofarmaci come attenuanti di un gesto premeditato.
Innamorarsi è come essere travolti da un vento impetuoso di emozioni. Il timore, di perderne intensità, di non riuscire a vivere a pieno quello stato di grazia fa allentare ogni difesa e annullare ogni barriera, persino quella dell’evidente differenza di età. Del resto pare che l’amore renda ciechi. Deve essere vero, perché troppo spesso, purtroppo, si finisce per non vedere più i segnali inquietanti, di ignorare le parole che feriscono, di non badare persino all’umiliazione o l’imposizione di regole assurde.
Ogni relazione affronta le sue sfide quotidiane, ma devono essere ben chiari i limiti da non oltrepassare. Quante volte abbiamo sentito: “Lui è fatto così, è geloso perché ci tiene”, “Mi ha promesso che cambierà”. C’è un sottile confine che separa i sentimenti sani dall’amore tossico, forse è per questo che è facile oltrepassarlo.
Pamela non è solo un nome, non è solo la vittima numero 42. È l’ennesima la voce di tutte le donne che non hanno più voce.
Nessuna donna dovrebbe più morire così. Abbiamo il dovere di cambiare le cose.
L’educazione ai sentimenti deve partire dalla famiglia e trovare finalmente spazio nella scuola. Se rimandiamo ancora e non ci facciamo carico di questa priorità, sarà la rete a fare da "cattiva maestra".
Se continuiamo a ficcare la testa sotto la sabbia, anche a livello legislativo, allora ci saranno altre Pamela da piangere, vittime di carnefici, portatori di un amore malato che non conosce il valore del NO.

PUBBLICATO 18/10/2025  |  © Riproduzione Riservata




L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.






ADV



Ultime Notizie

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 1281  
Raccolta differenziata. Dal 1° agosto il nuovo Servizio
Entra nel vivo il nuovo Servizio di Igiene Urbana messo a punto dall’Amministrazione comunale di Acri e gestito dall’azienda Ecoross. A partire d ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 700  
Basta pessimismo verso il nostro territorio: Acri merita fiducia e una narrazione positiva
Negli ultimi tempi assistiamo troppo spesso a una narrazione negativa della nostra città, costruita su immagini e commenti che finiscono per offr ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 995  
Le voci libere non si mortificano: un appello a difesa del Comitato Beni Comuni
Caro Direttore, permettimi tramite il tuo giornale di esprimere tutta la mia solidarietà agli esponenti del Comitato Beni Comuni di Acri. Riteng ...
Leggi tutto

EVENTI  |  LETTO 344  
Non sui libri ma per strada: così Vaccarizzo Albanese traghetta l’Arbëria nel futuro
C’è un momento preciso in cui una lingua rischia di morire: quando smette.... ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 827  
Sulla Sibari-Sila la nostra filiera dimostra serietà. Ora serve il passo felpato della tecnica. Acri non può più aspettare
Il dibattito che abbiamo sollevato con determinazione in queste ore sulla Sibari-Sila ha prodotto una reazione immediata, a dimostrazione che qua ...
Leggi tutto

ADV