COMUNICATO STAMPA Letto 1615

Aumento TARI ad Acri: un peso ingiustificato sui cittadini


Foto © Acri In Rete



Nel 2025 i cittadini di Acri si sono trovati ad affrontare un aumento medio della TARI pari a circa il 30% rispetto al 2024, un incremento che pesa in modo significativo sui bilanci familiari e che risulta difficile da comprendere e da giustificare.
Una decisione che arriva dopo anni di sacrifici e che lascia emergere un forte senso di ingiustizia diffuso tra la popolazione.
Per lungo tempo Acri ha vissuto la fase del dissesto finanziario, periodo durante il quale – per obbligo di legge – la pressione fiscale è stata portata ai livelli massimi consentiti.
I cittadini hanno contribuito in maniera consistente, sostenendo costi elevatissimi proprio per consentire al Comune di risanare i conti.
Oggi, dopo questo percorso complesso e oneroso, l’ente è finalmente uscito dal dissesto. Era quindi lecito attendersi una riduzione dei tributi o quantomeno una loro stabilizzazione.
Invece, l’aumento della TARI del 30% rappresenta l’ennesimo sacrificio richiesto alla cittadinanza.
Una parte di questo aumento va allo stato, deciso dal Governo, misura UR3 agevolazioni sociali che non rimane nelle casse comunali.
Non è accettabile che il costo di queste agevolazioni ricada quasi interamente sugli altri cittadini, trasformandosi in un aumento così rilevante della tariffa.
La solidarietà non può essere tradotta in un aggravio indiscriminato, soprattutto in un contesto economico già fragile. Il confronto con il resto del Paese rende la situazione ancora più difficile da giustificare.
La media nazionale degli aumenti TARI si attesta intorno al 3,3%, una percentuale ben distante dal 30% registrata ad Acri.
Anche grandi città, che affrontano costi di gestione e complessità ben superiori, hanno contenuto gli aumenti: Torino si ferma al 3,3%, Firenze al 5,5%, Milano al meno 10%, Bari 1%, Roma 2,87%, Palermo 7,8%.  Cosenza ha ridotto l’aumento del 5,7% con il P.E.F. 
Di fronte a questi numeri, è inevitabile chiedersi come sia possibile che un Comune come Acri applichi un incremento così elevato.
A rendere la situazione ancora più grave è il fatto che questo aumento non sembra trovare riscontro in un miglioramento dei servizi. Al contrario, molti cittadini segnalano un evidente peggioramento della qualità della vita quotidiana: strade sporche, raccolta dei rifiuti inefficiente, illuminazione pubblica carente, una generale sensazione di trascuratezza del territorio. È difficile accettare un aumento così consistente quando il servizio per cui si paga appare sempre meno adeguato.
La domanda che emerge è semplice e legittima: perché, dopo aver superato il dissesto grazie ai sacrifici dei cittadini, si chiede oggi un ulteriore sforzo di questa portata?
Perché l’aumento applicato ad Acri è così distante dalle medie nazionali? E soprattutto, quali benefici concreti ne ricaverà la collettività? I cittadini di Acri non chiedono privilegi, ma trasparenza, equità e servizi all’altezza delle somme versate.
La TARI non può diventare una tassa scollegata dalla qualità del servizio offerto.
È necessario che l’amministrazione comunale fornisca spiegazioni chiare, apra un confronto reale con la cittadinanza e riveda scelte che rischiano di compromettere ulteriormente il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini.

PUBBLICATO 15/12/2025  |  © Riproduzione Riservata




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