OPINIONE Letto 2660

Bollette Tari 2025 da ricalcolare


Foto © Acri In Rete



Dicembre 2025: abbiamo il classico elefante nella stanza, pure bello grosso, perché ormai è chiaro anche alle pietre che le bollette della Tari 2025 emesse dal comune di Acri sono da ricalcolare con le tariffe 2024 e l’eventuale ammanco nelle casse dell’Ente, relativo alla differenza fra la tariffa del 2023 confermata per il 2024 e quella prevista per il 2025 potrà divenire oggetto di dibattimento innanzi ai relativi organi giurisdizionali regionali della Corte dei conti, individuando coloro i quali si sono resi responsabili della mancata trasmissione della delibera approvata nel dicembre 2024.
È quanto si riesce a desumere rintracciando in rete la sentenza n. 325/2025 della sezione giurisdizionale per la regione Campania della Corte dei conti, depositata in data 20/10/2025 e allegata in calce al presente articolo, con la quale si richiede al Responsabile del Servizio Finanziario di un Comune campano di rifondere l’Ente per la mancata riscossione dell’aumento relativo alle tariffe stabilite in sede di approvazione dell’apposita delibera, risultata successivamente non inoltrata telematicamente al Mef nel termine stabilito dalla legge vigente e quindi dichiarata inefficace per il relativo anno, il che ha comportato l’applicazione delle tariffe relative all’anno precedente o comunque rilevate grazie al principio di conferma tacita delle delibere vigenti.
Chi avrà la pazienza di leggerla, troverà singolare il fatto che il Responsabile di cui sopra era subentrato in corso d’anno a quello precedente e rivestiva contemporaneamente anche la carica di Segretario Generale, annullando di fatto ogni possibilità di controllo esercitata da quest’ultima figura nel caso di gravi inadempienze amministrative, come la mancata trasmissione della delibera Tari al sito ministeriale finanze.gov.it, attraverso la procedura telematica attivabile tramite il Portale del Federalismo Fiscale, entro il 14/10 di ogni anno al fine di consentirne la pubblicazione entro il termine ultimo del 28/10.
Giova ricordare che, a differenza del recente passato, la pubblicazione delle delibere Tari e Imu sul sito finanze.gov.it non rappresenta più soltanto un mero strumento di pubblicità per consentire ai cittadini di reperire le aliquote utili a determinare i corrispettivi assunti a base di calcolo per determinare quanto versare, anche a distanza di tempo nel caso di iscrizione a ruolo per mancato versamento, bensì concorre unitamente ai corretti tempi di approvazione delle delibere stesse al conferimento della piena validità dell’atto approvato, sottraendo l’Ente alla furia deleteria dell’inefficacia e conseguente inapplicabilità delle tariffe per l’anno in corso e quindi agli inevitabili risvolti relativi al gettito e alla responsabilità amministrativa in capo ai funzionari comunali investiti dell’incombenza di provvedere alla trasmissione degli atti nelle modalità e nei tempi utili alla validazione delle tariffe stesse.
Le tariffe del 2025 e i relativi aumenti rispetto al 2024 troveranno applicazione soltanto nel 2026, per il quale l’amministrazione comunale può ancora deliberare ulteriori tariffe entro il termine di approvazione del bilancio di previsione e ove riuscisse a trasmettere al Mef la relativa delibera in tempo utile alla fatturazione della Tari 2026, potrà applicarle con decorrenza 1° gennaio 2026.
In conclusione, dunque, duole constatare che, mentre i troppi generali risultavano impegnati nel conquistare postazioni perdute o ambite, le truppe se ne stavano già andando a gambe levate preferendo di gran lunga il più gratificante mors tua vita mea.

- Scarica la sentenza

PUBBLICATO 17/12/2025  |  © Riproduzione Riservata




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