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Pubblica illuminazione: domani in Consiglio comunale una scelta che può legare Acri per 25 anni. La maggioranza si fermi!


Foto © Acri In Rete



Tra i punti all’ordine del giorno del Consiglio comunale di domani, previsto per le 11, ve ne è uno di estrema importanza e che riguarda la riqualificazione e l’efficentamento della pubblica illuminazione.
Sono circa 8mila i punti luce presenti sul territorio, molti dei quali installati negli anni ‘80 e ‘90 anche in zone con solo un paio di abitazioni.
Questione di voti, cambiali politiche e clientelismo.
Sull’argomento abbiamo intercettato il pensiero di Luigi Caiaro, già consigliere comunale dal 2017 al 2022.

Domani, 27 dicembre, il Consiglio comunale di Acri sarà chiamato a esprimersi su una decisione che non è tecnica né ordinaria, ma profondamente politica: l’affidamento della riqualificazione e della gestione dell’illuminazione pubblica tramite un Project Financing che vincolerebbe il Comune per 25 anni, con un impegno economico complessivo superiore ai 16 milioni di euro.
Mi preme lanciare un allarme chiaro e pubblico: questa scelta rischia di ipotecare il futuro della città per un’intera generazione.
Nessuno mette in discussione la necessità di intervenire sugli impianti di illuminazione, oggi obsoleti, inefficienti e in alcuni casi non sicuri. Ma proprio perché l’intervento è necessario, non può essere affrontato nel modo peggiore possibile, scaricando il rischio economico sul Comune e consegnando un servizio strategico a un soggetto privato per un quarto di secolo.
Il progetto che la maggioranza si appresta ad approvare prevede un investimento iniziale di circa 3,9 milioni di euro, a fronte di un canone fisso annuo di euro 658.000 che il Comune dovrà pagare per 25 anni.
Il risultato è evidente: il costo finale sarà oltre quattro volte l’investimento iniziale, senza reali garanzie che i risparmi energetici promessi si traducano in un beneficio concreto per i cittadini.
Ma l’aspetto più grave, che domani non potrà essere ignorato, è un altro.
Questo intervento poteva e doveva essere realizzato in house.
L’Unione Europea e la Regione Calabria hanno messo a disposizione negli ultimi anni finanziamenti specifici per l’efficientamento energetico degli enti locali. Risorse pubbliche che avrebbero consentito al Comune di Acri di:
• ammodernare l’illuminazione senza vincoli contrattuali pluridecennali;
• mantenere il pieno controllo pubblico del servizio;
• reinvestire direttamente i risparmi energetici;
• assumere operai e tecnici specializzati, creando occupazione stabile e rafforzando la struttura comunale.

La maggioranza, invece, si appresta a votare una soluzione che rinuncia alla programmazione pubblica, alla capacità di intercettare fondi europei e regionali e alla possibilità di costruire sviluppo e lavoro sul territorio.
Dire che “non c’erano alternative” è falso.
Le alternative c’erano. È mancata la volontà politica di percorrerle.
Con una concessione così lunga, Acri perderà flessibilità, perderà controllo e consegnerà alle future amministrazioni un contratto rigido, difficile da modificare, mentre la tecnologia evolverà e i bisogni della città cambieranno molto prima della scadenza.
Alla vigilia del Consiglio comunale, chiedo alla maggioranza di fermarsi, di rinviare la decisione e di aprire un confronto serio su soluzioni davvero sostenibili per la città.
Se domani questa scelta verrà approvata, la responsabilità politica sarà chiara e tutta sulle spalle di chi alzerà la mano.
Noi continueremo a opporci, a vigilare e a denunciare, perché Acri non può permettersi decisioni prese in fretta che produrranno effetti per decenni.
Acri ha bisogno di luce.
Non di voti al buio.
Non di contratti che peseranno sui cittadini fino al 2050.

PUBBLICATO 26/12/2025  |  © Riproduzione Riservata




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