OPINIONE Letto 1866

Dal Comune mezzo gaudio


Foto © Acri In Rete



“E nent!!!” è il motto con il quale un noto medico veterinario acrese, al quale vanno le mie più sentite condoglianze per la perdita della cara mamma, conclude le sue chicche diffuse a mezzo social.
Ed è proprio l’intercalare più amato, usato e abusato dalla popolazione acrese, che ci viene in soccorso per tenere a bada i forconi che altrimenti rischierebbero di animare le vie cittadine che conducono verso Palazzo Gencarelli.
Sono trascorsi appena undici giorni del nuovo anno e già si contano turnazioni idriche, rottura dell’impianto di Chimento “Sottano”, addebitata al maltempo salvo ammettere, fra le righe di un comunicato apparso sul sito istituzionale in data 10/1, che in realtà risultavano indisponibili i ricambi essenziali per effettuare l’intervento di riparazione previsto comunque per il 12/1 e infine per festeggiare degnamente la domenica destinata ad accogliere la rievocazione del Battesimo di Nostro Signore arriva la doccia fredda (magari!) dell’immancabile Ominiello che si concede un meritatissimo giorno di riposo ogni qualvolta la rete elettrica smette di alimentarlo. Pover’uomo!
E sì, perché quest’impianto di sollevamento lavora instancabilmente giorno e notte per riempire i serbatoi che andranno a rifornire di acqua potabile le case degli acresi interessati alla distribuzione garantita da questo tratto della linea idrica cittadina, sempre più in affanno rispetto alle normali richieste di erogazione quotidiana.
E non mancano, negli annali della comunicazione online, divertenti ricostruzioni che idealizzavano la figura di Ominiello in un anziano signore che con fatica risaliva dal pozzo di sollevamento fino alla ridente cittadina presilana come se si trattasse di un astuto spallone intento a trasportare acqua di contrabbando, da distribuire soltanto nelle case dei più abbienti o dei cittadini orograficamente meglio collocati.
Ovviamente a patire le conseguenze delle frequenti interruzioni di Ominiello, rientrano anche i professionisti del gestore elettrico che con solerzia si attivano per ripristinare la rete di alimentazione che comprende fra i suoi utilizzatori anche l’impianto di sollevamento.
Meno solerti invece appaiono quanti nel corso degli anni non sono riusciti ad alleviare gli sforzi del povero Ominiello, magari fornendogli un aiuto concreto con una rete ausiliaria, per correggere il presunto errore di progettazione che lo vede soccombere ogni volta che deve risalire lungo il crinale per addurre il prezioso liquido.
Confidiamo nell’avvento delle opere di ingegnerizzazione della rete idrica e ancor prima nella disponibilità di acqua potabile, atteso che l’intero sistema regionale troppo spesso ha dato l’impressione di navigare in acque pericolosamente basse!
Nel frattempo, non ci resta che augurare lunga vita all’infaticabile Ominiello e che non resti ancora una volta impigliato nelle solite rotture...

PUBBLICATO 12/01/2026  |  © Riproduzione Riservata




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