Propaganda e realtà. Quando l'enfasi supera i fatti
C’è un limite oltre il quale la comunicazione istituzionale smette di essere informazione e diventa propaganda. E ad Acri quel limite sembra essere stato ampiamente superato dal sindaco Pino Capalbo e dal compare assessore ai servizi sociali Gino Maiorano, che sui social hanno dato grande enfasi alla partecipazione del Comune al bando PNRR “Autonomia degli anziani non autosufficienti”, come se si trattasse di una svolta epocale per il welfare locale.
Peccato che, come spesso accade, basti leggere l’allegato al progetto, clicca qui per scaricare, per far crollare il castello di annunci. ALL'ATS Acri (Ambito n. 3): Acri, Santa Sofia d’Epiro, infatti, l’assistenza riguarderebbe appena 11 anziani non autosufficienti e non 120. Undici persone in un comprensorio che conta centinaia di anziani fragili, anzi mi piacerebbe chiedere al compare assessore se conosce il numero e soprattutto le problematiche dei molti anziani non autosufficienti presenti sul nostro territorio. Altro che rivoluzione sociale: siamo davanti a un intervento simbolico, quasi statistico, ma venduto sui social come grande successo amministrativo. E non finisce qui. Il progetto scade il 31 luglio 2026. Tradotto: circa quattro mesi di tele assistenza domiciliare integrata in modo da costituire una valida e strutturata alternativa all’assistenza sanitaria prestata in regime di ricovero ospedaliero. Poi il nulla. E dopo quei quattro mesi che succede? Gli anziani tornano improvvisamente autosufficienti? Le famiglie vengono lasciate di nuovo sole? O semplicemente si spera che nel frattempo arrivi un altro bando da poter annunciare su Facebook? Domande legittime, che però non trovano spazio nei post trionfalistici del sindaco e dell’assessore. Perché spiegare i limiti di un progetto rende meno efficace la narrazione. Il quadro diventa ancora più surreale se si aggiunge un altro elemento: il Comune ha appena assunto tre assistenti sociali. Una scelta che, in teoria, dovrebbe rafforzare i servizi territoriali, il supporto diretto alle persone, il collegamento con strutture sanitarie e ospedali già in sofferenza. Invece no. Telefoni, monitoraggi a distanza, piattaforme digitali. Tutto molto moderno, certo. Ma mentre gli ospedali arrancano, i servizi domiciliari sono insufficienti e le famiglie chiedono presenza, professionalità e continuità, l’amministrazione festeggia l’ennesima operazione di facciata. Altro che potenziamento della sanità e dell’assistenza reale: qui siamo davanti a una messa in scena, una di quelle pagliacciate amministrative buone per i comunicati e i like, ma del tutto scollegate dai bisogni concreti del territorio. Undici anziani per quattro mesi. Teleassistenza spacciata per presa in carico. Se questa è la “visione” dell’amministrazione Capalbo-Maiorano, allora è legittimo chiedersi se si governi per risolvere i problemi o semplicemente per raccontare una storia gradevole sui social. Gli anziani non hanno bisogno di annunci, hanno bisogno di servizi veri, continui e soprattutto dignitosi. Il resto è solo propaganda... - Scarica l'allegato |
PUBBLICATO 31/01/2026 | © Riproduzione Riservata

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