RitardaTARI e rinunciaTARI
Era il dicembre del 2025 quando, dalle colonne virtuali delle testate giornalistiche che hanno valutato positivamente la segnalazione del misunderstanding contabile, si levava l’invito accorato a definire la situazione in merito alla bollettazione 2025 della Tari per il Comune di Acri che, alla data di oggi, figura come errata e non dovuta per come è stata emessa perché semplicemente calcolata con le tariffe del 2025 dichiarate inapplicabili, non dall’opinionista che non vive il territorio e quindi non dovrebbe mettere bocca sulle questioni cittadine, ma dalle apposite sezioni della Fiscalità regionale e locale del Ministero delle Finanze (MEF) allocate al seguente link clicca qui .
Sebbene la discrezionalità degli editori consenta loro di optare su cosa pubblicare e cosa omettere, non mi è ancora giunta notizia di un intervento teso a definire la situazione odierna che, eccezion fatta per le presunte concertazioni tra rappresentanti parlamentari di stretta osservanza partitica e regionale, resta sospesa e anelante a un improbabile emendamento al decreto milleproroghe che dovrebbe, nelle intenzioni anche dell’Anci che ne avrebbe propugnato la presentazione, sanare il vulnus della mancata pubblicazione entro il 28/10/2025, sul sito già citato, di tutte quelle delibere che miravano ad applicare la Tari con tariffe differenti rispetto all’anno precedente e che, invero, si ritrovano allo stato attuale ad averle erroneamente applicate nelle bollette già inviate ai cittadini. Sono altresì consapevole che di tali questioni bisognerebbe interessare i relativi uffici che purtroppo, bontà loro, non avendo ricevuto delucidazioni in merito, rimangono anch’essi nel limbo istituzionale dettato dall’attesa di un provvedimento che tarda ad arrivare e che probabilmente non arriverà per il semplice motivo che le amministrazioni sono già state graziate nei precedenti due anni e per lo stesso motivo. Mi affido dunque alle eventuali repliche, sinora omesse e manco tardive, derivanti anche da interrogazioni consiliari che sulla scia della segnalazione da me effettuata hanno cavalcato l’onda del temporaneo riverbero mediatico, assurgendo al ruolo di paladini della legalità a corrente alternata e soltanto in prossimità delle scadenze elettorali che ormai popolano le diverse annate come cinghiali in visita di cortesia. Non sono rare, infatti, le scudisciate di paduliana memoria, che affollano le pagine social di eterni candidati in cerca di uno strapuntino dove svernare in attesa di una ricollocazione, veementemente indirizzate a organi di stampa che non si prestano al meretricio editoriale, pur tuttavia sfuggendo alle richieste dei cittadini che attendono risposte per verificare la possibilità di accedere alle modalità di rimborso qualora le tariffe dovessero rimanere inapplicabili per il 2025 e di contro le modalità di pagamento di quanto effettivamente dovuto per coloro i quali avessero già richiesto la modifica delle bollette con l’applicazione delle tariffe 2024, le uniche allo stato applicabili per l’annata incappata nel ritardo della pubblicazione nei termini previsti dalle norme in vigore. E come dicono quelli bravi, tanto si doveva e resto in rispettosa attesa di ulteriori e gradite disamine degli organi preposti o di chiunque fosse interessato a definire la questione rimasta impigliata, come lo sfasciume pendulo, alla remota possibilità che arrivi la manna dal cielo sotto forma di emendamento al decreto milleproroghe. |
PUBBLICATO 07/02/2026 | © Riproduzione Riservata

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