I RACCONTI DI MANUEL Letto 875

Oceano di Vidotto. Potenza ed emozione di un racconto umano


Foto © Acri In Rete



Ci sono storie su carta delicate come petali di rosa e nel contempo leggere come voli di soffioni, che fanno compagnia al lettore con tutto il loro carico emotivo di umanità di cui è pregna ogni frase. Una di queste è sicuramente quella di Oceano Giovanni Maria Del Favero, semplicemente Oceano (per Edizioni Minerva).
Egli è il protagonista dell’omonimo libro scritto da Francesco Vidotto, autore fra i tanti di “Onesto” e “L’abete e la betulla”.
Questo racconto nasce dall’incontro in prima persona tra lo scrittore e il protagonista. Quest’ultimo bussando un mattino alla porta del primo, si presenta senza mezzi termini chiedendo a Vidotto se sia disposto ad aiutarlo a scrivere la sua storia. Vecchio di novantotto anni, con gli occhi celesti come un cielo terso, un largo sorriso bonario che lascia intravedere le gengive senza più nemmeno un dente e con rughe profondissime come crepacci di roccia.
Vidotto incuriosito da costui che fino ad allora non aveva mai visto se non vagamente in occasione del funerale del nonno, accetta l’invito.
In fondo come si può dir di no ad una persona dal nome così suggestivo? Eppure quel nome non è altro che un vero e proprio ossimoro.
L’autore lo scoprirà già alla fine di quel primo fugace incontro. Questo con l’estrema naturalezza tipica delle genti di montagna, infatti, dice letteralmente prima di andar via: “Mi chiamo Oceano, sono un boscaiolo e non ho visto mai il mare. Questa è la mia storia”.
Da lì questa medesima storia affascinante che attraversa il Novecento, prenderà il volo tra colpi di scena avvincenti, i tristi avvenimenti della seconda guerra mondiale ed altre scene apparentemente semplici. L’autore, accompagnerà con maestria ed estrema dolcezza il lettore nel passato di Oceano e di sua moglie Italia dove nello scenario regina è la natura assieme ai paesaggi incantevoli delle Dolomiti.
Alla fine del racconto, con sorpresa si scoprirà che quella di narrare i fatti della sua vita passata da parte del boscaiolo che non aveva mai visto il mare, null’altro era se non un modo per non morire incompreso oltre che un lascito di sé al suo unico nipote Elia, mai conosciuto fino ad allora.
Oceano è un romanzo struggente, emozionante ed imprescindibile per chiunque ami la narrativa di montagna ed è alla ricerca di una lettura profondamente umana.
La delicatezza che accompagna colui che leggendo è come se Oceano lo avesse di fronte, avrà la sensazione che “i vecchi quando accarezzano, hanno il timore di fare troppo forte” parafrasando un po' Fabrizio De Andrè.
Tramite le pagine di questo romanzo scritte con semplicità e dirette, sembra inoltre di sentirsi il profumo che esala la resina di imperscrutabili boschi di larici accompagnata da una leggera malinconia, dolce come la carezza di una mano di vento che arriva dritta al cuore per rimanerci incastonata come solo pochi libri sanno veramente fare.
Inutile dire che quando si arriverà alla pagina ultima, rimanere indifferenti senza emozionarsi sarà impossibile.

PUBBLICATO 07/02/2026  |  © Riproduzione Riservata




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