OPINIONE Letto 1210

Prima medaglia d’oro vinta, a giochi nemmeno iniziati


Foto © Acri In Rete



Le Olimpiadi Milano-Cortina sono partite col botto. Non per le coreografie avveniristiche, nemmeno per l’emozione degli atleti, ma per lo spettacolo pirotecnico offerto da Paolo Petrecca, direttore di Rai Sport, sottolineo Rai Sport non Tele Capracotta, per dire. L’audace direttore che ha deciso di auto-nominarsi telecronista della cerimonia d’apertura (Azz!). In effetti con lui al microfono la telecronaca in collegamento da Milano è partita subito alla grande. “Buonasera dallo stadio Olimpico”, ha esordito. Un’apertura impeccabile. Peccato che lo stadio era San Siro. Ma si, in fondo, Milano, Roma sempre Italia è! La geografia è un’opinione, ma anche l’aritmetica, come vedremo più avanti. Fin da subito, dunque, è stato chiaro che il vero show sarebbe arrivato dal telecronista. Altro che giochi di luci, effetti speciali e sfilate degli atleti. Petrecca non ha deluso le aspettative. Ha scambiato l’attrice Matilde De Angelis per la cantante Mariah Carey , non contento ha confuso la presidente del CIO Kirsty Coventry (udite, udite) con la figlia di Mattarella. Due colpi da vero maestro. Ma il capolavoro è arrivato quando il direttore ha deciso di “dare i numeri”. Parlando, infatti, del Kazakistan ha comunicato a tutta l’Italia che la delegazione contava quattro atleti, di cui però sette nello sci di fondo. Signori, giù il cappello! Altro che Euclide o Pitagora, qui entriamo in una nuova dimensione della matematica quella del Geniale Petrecca. La moltiplicazione degli atleti, con la solo forza del pensiero. Roba forte, da medaglia d’oro! Quando poi sono comparsi i due capitani della Nazionale italiana, campioni del mondo di volley, Anna Danesi e Simone Giannelli, Petrecca, astuto come una volte, sceglie la strategia del silenzio, fingendo di non conoscerli. Del resto, chi mai potrebbe riconoscere due campioni del mondo italiani in un’Olimpiade italiana? La ciliegina sulla torta arriva, però, con l’esibizione di Ghali. L’intrepido Petracca non lo ha mai chiamato per nome. Un artista invisibile, un fantasma musicale, che tutto il Mondo vede tranne il telecronista Rai. In un Paese normale, dopo una figura del genere, a Roma direbbero “da peracottaro”, qualcuno rifletterebbe sull’opportunità di fare un passo indietro. Ma non il direttore perché lui, come ha dichiarato, ha le spalle coperte. Nei corridoi dei ben informati, si sussurra che Paolo Petrecca sia “in quota” Fratelli d’Italia, fedelissimo della presidente del Consiglio. Chiacchiere? Malelingue? Forse. Tuttavia, una domanda resta inevasa: se, come sempre si vantano, e il merito è il faro che guida le scelte del Governo, la scelta di Petrecca come Direttore di Rai Sport ne è la dimostrazione pratica? Quando si “sponsorizza” l’ingresso di qualcuno nella TV pubblica, bisognerebbe ricordare a lor signori, che il canone lo pagano gli italiani e non gli iscritti a una segreteria di partito. Da patrioti, magari, bisognerebbe tenerne conto, o no?

PUBBLICATO 10/02/2026  |  © Riproduzione Riservata




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