OPINIONE Letto 1717

Allergia alla verità


Foto © Acri In Rete



In Italia esiste un reato non riconosciuto dalla legge ma, comunque, severamente punito: l’eccesso di franchezza.
Non si rischia il carcere, ma l’immediata lapidazione mediatica. L’ultimo imputato è Nicola Gratteri, colpevole di aver sostenuto che voteranno No le persone che credono nella legalità, mentre il Sì farà gola a imputati, indagati e a quell’accozzaglia di poteri che con una giustizia efficiente avrebbe qualche problema.
Magari avrebbe potuto aggiungere: non solo a questi. Ma era come sottolineare l’ovvio.
Apriti cielo! Sono subito partite le bordate di fango, solo perché Gratteri ha osato dire la verità, senza, magari, indossare guanti bianchi.
Chi si è sentito chiamato in causa ha urlato all’insulto, alla delegittimazione, addirittura alla follia.
Il ministro Nordio ha ipotizzato persino esami psicoattitudinali per magistrati a fine carriera, lasciando quasi intendere che chi parla troppo sia squilibrato. Se il criterio è questo forse non sarebbe male che i ministri venissero sottoposti al test dell’etilometro.
Matteo Salvini (sia sempre in gloria) ha invece minacciato querele, come se le opinioni fossero reati e non argomenti.
Guai a dire che questa riforma sembra la copia di quella che scritta da Licio Gelli.
Quello che appare imbarazzantemente e che non si entri nel merito, ma si cerchi di bacchettare la franchezza.
Sembra la “fiera delle caldarroste”: tutti a cercare l’offesa nel lessico, purché però nessuno scavi a fondo nei fatti. Il dato oggettivo è che il fronte del Si ha come sponsor persone che hanno, o hanno avuto a che fare con la giustizia, come, per esempio, Daniela Santanchè, Andrea Delmastro, Agusta Montaruli, solo per citarne alcuni. Si arriva persino all’assurdo, con un indagato schierato per il Si che vorrebbe imporre a Gratteri di non dire più che gli indagati voteranno per il Si.
Forse il punto non è se il magistrato ha esagerato.
Forse il punto è che, quando si toccano nervi scoperti, le reazioni sono solo furiose. Non si entra nel merito, ma la strategia è attaccare l’interlocutore ritenendosi offesi.
Forse in un paese normale, un uomo come Gratteri sarebbe il ministro della Giustizia.

PUBBLICATO 16/02/2026  |  © Riproduzione Riservata




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