Quando una pianificazione subisce degli slittamenti, le cause possono essere diverse: chiusure di cantiere durante le festività, imprevisti tecnici, esigenze organizzative che richiedono maggiore impegno. Tuttavia, quando i ritardi si accumulano perché le risorse vengono destinate ad altri progetti, è legittimo interrogarsi sul ruolo e sulle responsabilità dell’amministrazione, chiamata per mandato a indirizzare e a vigilare.
Nel
novembre 2025, dopo circa un mese di attesa, siamo stati ricevuti ufficialmente dall’amministrazione comunale. In quell’occasione ci è stato confermato ciò che già circolava informalmente:
i lavori di armatura e getto delle travi e delle solette erano stati affidati in
subappalto all’impresa locale F.lli Capalbo. Resta però senza risposta la domanda sul motivo per cui si sia atteso
fino alla scadenza della consegna dei lavori, fissata per il 30 ottobre 2025, prima di procedere con il subappalto.
Alcuni cittadini hanno ipotizzato che, in quel periodo, il sindaco e parte dell’amministrazione fossero impegnati a
raccogliere voti per la candidatura del primo cittadino alle regionali. Saremo di nuovo davanti allo stesso scenario? Da oltre due settimane è iniziata la
campagna elettorale per le provinciali, che vede coinvolti il nostro sindaco e la segretaria del circolo PD di Acri.
Nel frattempo,
la scadenza del 1° marzo per la consegna dei lavori
non è stata rispettata. Dopo un’improvvisa accelerazione, con
disarmo del getto delle solette dopo 14 giorni, invece dei canonici 28 giorni, si è provveduto a
collegare il ponte alla strada, ma il cantiere si è nuovamente fermato. Dalla settimana del
5 febbraio, gli operai sono intervenuti
solo il 25 febbraio per installare i
guard rail sul ponte.
Auspichiamo che, con la conclusione delle
elezioni provinciali di domenica 8 marzo, l’amministrazione comunale torni a occuparsi con continuità della città e, in particolare, della
ripresa e conclusione dei lavori al Ponte di Vallonecupo.
Con questa lettera aperta
chiediamo aggiornamenti chiari e documentati sui tempi di ripresa e di chiusura del cantiere. Qualcuno potrebbe domandare perché, questa volta, non abbiamo chiesto un nuovo incontro: la verità è che siamo
delusi e
amareggiati. Molti cittadini si sentono
disorientati dopo ripetute attese e rinvii.
Dal nostro
ultimo incontro pubblico del 19 novembre, oltre alla vertenza sul ponte, abbiamo segnalato diverse criticità:
1.
Illuminazione pubblica a
Vallonecupo Nord/Ovest: interrotta da circa un anno;
prima segnalazione protocollata il 7 luglio 2025.
2.
Acquedotto comunale:
rotture ricorrenti in due punti; gli interventi tampone non hanno risolto definitivamente, e le perdite risultano tuttora presenti.
3.
Serbatoi in contrada Gammarossa: problemi su due serbatoi, incluso quello comunale alimentato dall’acquedotto di Trionto;
probabile guasto al galleggiante, con
fuoriuscita d’acqua da sotto la porta del locale tecnico.
4.
Sicurezza stradale in
contrada Gammarossa e
contrada Serra Crista:
ordinanza non rinnovata; nelle giornate di vento forte,
alberi compromessi dall’
incendio doloso del 2023 cadono sulla carreggiata. Finora non si sono registrati danni, ma più volte si è sfiorato l’incidente.
5.
Asfalti: le
cinque strisciate previste nella
gara da 1,5 milioni di euro risultano
non asfaltate. In seguito a un’interrogazione in consiglio comunale, l’ufficio tecnico ha chiarito che, con la
variante,
non sono stati sostituiti i tratti inizialmente previsti, ma
aggiunti altri tratti per utilizzare il
residuo del mutuo (1,5 milioni di euro). Nel frattempo, le
buche riemergono dopo pochi mesi, nonostante i ripristini – spesso affidati in
via diretta con importi
inferiori ai 5.000 euro.
Chiediamo al Sindaco e all’Assessore ai Lavori Pubblici
interventi strutturali e duraturi, oltre al
completamento dei cinque tratti previsti in gara.
Si è perso tempo anche nella definizione del
nuovo progetto: prima l’ipotesi del
prefabbricato, poi accantonata quando ci si è resi conto che
travi di circa 13 metri non avrebbero potuto transitare attraverso i
pontini appena rifatti nell’ambito del
secondo lotto. In seguito è stato chiesto un
parere all’Ente Bacino che – in base alla risposta pervenuta a
novembre 2024 –
non risultava necessario né per il progetto attuale né per la precedente soluzione con
tubo armco.
Il
27 dicembre 2024, durante l’incontro pubblico con il
Comitato Vallonecupo, ci è stato comunicato che
mancavano solo gli ultimi passaggi burocratici per l’ottenimento del mutuo, propedeutici all’avvio dei lavori. In fase di ritiro della documentazione, abbiamo invece appreso di una
nuova modifica progettuale: la soluzione con
tubo armco, richiedendo
un notevole terreno di copertura, è stata sostituita da una
struttura in calcestruzzo gettata in opera, con
quattro fondazioni per lato.
I lavori sono
ripartiti a giugno, ma, dopo la
demolizione del ponte, si è registrato un
nuovo stop. Solo
dopo 50 giorni è stata pubblicata una
variante che ha modificato le fondazioni: da
quattro pali si è passati a
dieci micropali.
A questo proposito, vogliamo ricordare una riflessione attribuita a Erodoto, che riteniamo particolarmente pertinente quando si tenta di ricostruire vicende lunghe e complesse:
«La verità è sfuggente: è quasi impossibile penetrare nel passato per capire come si siano davvero svolti i fatti, perché di quei fatti possediamo soltanto versioni diverse, interessate, contraddittorie e incomplete.»
Per questo,
riportiamo ciò che abbiamo osservato e documentato con la massima cura possibile, con un unico intento:
contribuire alla chiarezza e favorire
una soluzione definitiva nell’interesse della comunità.
Alla luce di quanto esposto,
chiediamo con fermezza, ma nello spirito di una collaborazione leale, che l’amministrazione comunale
fornisca informazioni certe, trasparenti e verificabili sui tempi di
ripresa e
conclusione dei lavori, accompagnate da un
cronoprogramma pubblico e da
aggiornamenti periodici.
Non intendiamo alimentare polemiche: chiediamo soltanto il
ripristino della viabilità, un diritto essenziale per la
sicurezza, la
vita quotidiana e la
dignità dei residenti. Restiamo
disponibili al dialogo, ma non possiamo più accettare ulteriori
rinvii o silenzi. Confidiamo che questa richiesta pubblica conduca finalmente alle
risposte e alle
soluzioni attese dalla comunità.