OPINIONE Letto 1407

Un piedistallo per il “Nettuno” !


Foto © Acri In Rete



Le proposte urbane si avanzano per sbalordire, per far parlare, ma ci vuole quasi una bonaria “stravaganza” a posizionare una statua del dio del mare in Acri!
Che senso può avere, infatti, una statua di Nettuno fra i monti della Sila Greca, su un ammasso caotico di pietre, adiacente una piccola vasca circolare?
Per rammentarci, forse, che la Sila si specchia nel Mare Mediterraneo? Il mare, infatti, dal centro di Acri, si può solo immaginare per i rilievi che lo contornano!
La morfologia, però, può rendere difficoltosa solo la mobilità fisica, non certamente limitare le acquisizioni culturali dei suoi abitanti.
Il territorio comunale (200 kmq) va molto ben oltre l’orizzonte visibile dal centro città!
Basta allontanarsi di pochi chilometri ed elevarsi a 1.000-1100 m di altitudine per avere un orizzonte libero a 360°: in un raggio di 30-70 km l’occhio spazia dai monti della Sila Grande, alla Catena Costiera tirrenica, al Massiccio del Pollino e finisce sull’ampio Golfo di Sibari.
Che ben venga, allora, una statua di Nettuno in una piazza di Acri! Che questa, però, abbia una base adeguata in armonia del contesto paesaggistico in cui si inserisce!
La statua, ora, è posizionata nei nuovi quartieri della città, in quelli che, negli ultimi decenni, hanno avuto abbellimenti e rifacimenti stradali. Si trova in Piazza Matteotti, l’ultima area ad essere coinvolta nel restyling urbano iniziato per l’ambiziosa volontà di dare un cuore pulsante alla città.
Il lavoro ha realizzato il progetto “Un fulmine a ciel sereno”, che ha trasformato l’aspetto ordinario di un spiazzo prospiciente una chiesa e l’area del dismesso Campo Sportivo in un elegante salotto cittadino.
A questa sistemazione ha fatto seguito un’altra, con sviluppo perpendicolare alla prima in corrispondenza di P.zza SS. Annunziata, interessante Via G. Amendola, Corso S. Pertini e Piazza G. Matteotti.
In questa seconda fase si è proceduto a sostituire lo strato bituminoso con una pavimentazione a lastre di porfido quarzifero (colore marrone-grigio), di serpentinoscisto (verde) e di calcare di Trani (beige chiaro), disposte per linee rettilinee e con larghi quadranti a costituzione petrografica uniforme.
Piazza Matteotti veniva delimitata e caratterizzata da porzioni di muretti bassi, da sedili e da una fontana circolare in calcare di Trani.
Da qualche anno si è povveduto ad aggiungere quatto busti scultorei di illustri acresi e una statua in ferro richiamante Nettuno!
Sarebbe auspicabile, però, che la statua del dio del mare poggiasse su una base monumentale, geometrica, fatta possibilmente di gneiss kinzigitico, una delle formazioni geologiche affiorante nel territorio di Acri.
Se non fosse possibile recuperare questa roccia in buono stato fisico da ricavarne lastre o blocchetti, potrebbe essere sostituita dal granito silano, un’altra pietra tipica del territorio di più facile reperibilità e lavorabilità.
La statua di Nettuno, per essere esposta in una piazza di Acri, un paese montano della Sila, deve avere qualche riferimento con il luogo! Non può bastare il collegamento con l’omonima poesia “Al Nettuno” di Vincenzo Padula!
L’unico riferimento al territorio potrebbe individuarsi nella natura del suo piedistallo, cioè nelle rocce impiegate ad edificarlo, che può essere o di composizione gneissica o granitica!
Si badi bene che un’altra soluzione, priva del pur minimo nesso fra il dio Nettuno ed il territorio di Acri, risulterebbe molto criticabile o inappropriata.

PUBBLICATO 08/04/2026  |  © Riproduzione Riservata




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